Lavoratore di 28 anni muore nel porto di Gioia Tauro

Secondo quanto ricostruito, l’uomo lavorava per conto di una ditta esterna e stava svolgendo alcune riparazioni su un autobus, solitamente utilizzato per il trasporto del personale operativo nel porto

Gioia Tauro - Un giovane di 28 anni, Domenico Zito, è morto in un incidente sul lavoro che si è verificato nella tarda mattinata di oggi all’interno del porto di Gioia Tauro. Secondo quanto ricostruito, l’uomo lavorava per conto di una ditta esterna e stava svolgendo alcune riparazioni su un autobus, solitamente utilizzato per il trasporto del personale operativo nel porto. Per cause in corso di accertamento, il ventottenne è stato travolto dall’autobus stesso ed è morto sul colpo. La dinamica è al vaglio della polizia di Stato, intervenuta insieme alla Capitaneria di porto e ai vigili del fuoco.L’Autorità portuale di Gioia Tauro, guidata dal commissario straordinario Andrea Agostinelli, ha espresso il proprio cordoglio: «Nel manifestare profondo dolore, a nome dell’intera comunità portuale, il commissario Agostineli - è scritto in una nota - esprime il proprio cordoglio e la propria vicinanza nei confronti dei familiari e dei colleghi di Zito, che questa mattina ha tragicamente perso la vita, a causa di un incidente all’interno dell’area portuale in concessione al terminalista Med Center Terminal Container». Gli uffici preposti dell’ente hanno, immediatamente, attivato le procedure di controllo per verificare se siano state osservate tutte le misure di sicurezza in materia. «È il secondo, e per certi versi sconcertante, incidente sul lavoro, che si verifica nel giro di un anno nel porto di Gioia Tauro. - ha dichiarato il commissario straordinario Andrea Agostinelli -. Credo che la circostanza imponga una elementare riflessione, affinchè certe tragedie non si verifichino più, a maggior ragione nello stesso periodo in cui l’Azienda e tutte le sue Maestranze hanno dimostrato forte impegno e pieno rispetto delle norme anti covid-19. A tale proposito, faremo le valutazioni opportune nel momento in cui sarà chiara la dinamica dell’incidente, ma ricordo a me stesso che la sicurezza e il rispetto della vita umana hanno la priorità su tutto».

Le reazioni
Le segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti esprimono «cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore» morto in un incidente nel porto di Gioia Tauro. «Apprendiamo con estremo dolore - sostengono i sindacati - l’ennesimo incidente mortale sul lavoro. Nel porto di Gioia Tauro un lavoratore di una ditta esterna è stato vittima di un grave incidente mentre svolgeva la propria prestazione. Questo incidente dal tragico esito si aggiunge ai due meno gravi occorsi nel porto di Savona. Un vero bilancio di guerra. Dalle prime ricostruzioni - scrivono Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti - sembrerebbe che il lavoratore di Gioia Tauro, mentre effettuava lavori di riparazione ad un autobus adibito al trasporto in banchina dei lavoratori portuali, sia stato travolto e ucciso da un altro mezzo. Non è più tollerabile continuare a registrare infortuni mortali sul lavoro».

«Voglio esprimere tutta la mia vicinanza alla famiglia dell'operaio che ha perso la vita a causa di un incidente sul lavoro all'interno del terminal portuale di Gioia Tauro. Le mie condoglianze si estendono all'intera comunità portuale colpita dalla tragedia». Lo afferma la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli dopo l'incidente mortale avvenuto questa mattina nel porto calabrese. «Un sacrificio inaccettabile che purtroppo ancora una volta ci ricorda quanto sia fondamentale il valore della sicurezza in tutti i luoghi di lavoro. Sono certa che l'Autorità Portuale farà tutto quanto è di sua competenza per accertare se siano state rispettate le misure di prevenzione degli incidenti». «Lo sforzo al quale ci richiama tutti una tragedia come quella di Gioia Tauro - conclude - è di non abbassare mai la guardia, di andare avanti instancabilmente nella promozione della cultura della sicurezza, della responsabilità e del rispetto delle regole».

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