Genova, un parco eolico sulla nuova diga del porto / RETROSCENA

Genova - Un porto per l’Europa: Genova nel 2030 avrà la nuova diga con le “libellule” eoliche di Renzo Piano e una governance dell’Authority portuale più forte. Marco Bucci, sindaco di Genova, ha compilato 16 pagine che raccolgono il piano di investimenti necessari per rilanciare lo scalo. In quel documento che è ancora in bozza e che Il Secolo XIX-the MediTelegraph ha potuto visionare, il Comune mette nero su bianco i progetti prioritari per lo scalo

di Simone Gallotti

Genova - Un porto per l’Europa: Genova nel 2030 avrà la nuova diga con le “libellule” eoliche di Renzo Piano e una governance dell’Authority portuale più forte. Marco Bucci, sindaco di Genova, ha compilato 16 pagine che raccolgono il piano di investimenti necessari per rilanciare lo scalo. In quel documento che è ancora in bozza e che Il Secolo XIX-the MediTelegraph ha potuto visionare, il Comune mette nero su bianco i progetti prioritari per lo scalo.

LA DIGA DI RENZO PIANO
«Strategica per lo sviluppo del porto, consente di ospitare lungo i suoi cinque chilometri, portacontainer da più di 20 mila teu, fondamentali per essere player del mercato globale» scrive Bucci nel suo documento riferendosi alla diga. E continua: «Quest’opera consentirà, inoltre, di rendere disponibile l’area di Sampierdarena alla terminalistica portuale favorendo oltretutto la concorrenza nel porto di Genova». C’è però una “vecchia” novità: il Comune infatti vuole inserire sul nuovo muro che proteggerà il porto dal mare, anche una centrale green: «La diga ospiterà inoltre un parco di energie rinnovabili costituito dalle “libellule”, pale eoliche disegnate dall’architetto Renzo Piano e da cassoni per lo sfruttamento del moto ondoso». Il progetto è di qualche anno fa ed era stato Luigi Merlo, ex presidente del porto, a lavorare sulla possibilità di installare pale eoliche sull’attuale “vecchia” diga. C’erano anche state riunioni operative con l’architetto genovese e con i vertici di Enel. Le “libellule” sono mini-pale eoliche, dall’impatto estetico ridotto. Il primo tentativo era caduto nel vuoto, perché gli impianti avrebbero interferito con la navigazione aerea.

Nel mirino non era finita tanto l’altezza quanto la possibilità per i piloti di essere distratti dai riflessi della luce creati dalle pale. Con lo spostamento più a mare, il percorso potrebbe però essere più facile. E poi le dimensioni sarebbero ridotte: i progettisti definiscono le “libellule” «meno impattanti» e persino difficili da scorgere nel paesaggio, ma sarà inevitabile l’apertura di un dibattito sul cambiamento del volto di Genova dal mare. Nel documento sono stati inseriti anche tempi e costi: 1,5 miliardi per realizzare la diga insieme al parco eolico e fine lavori previsto nel 2025. L’Authority portuale pochi giorni fa aveva indicato il 2030 come termine per la conclusione dell’opera, contando solamente il cantiere per la realizzazione del nuovo vallo frangiflutti.

I soldi per questo e per gli altri progetti di Bucci dovrebbero arrivare dal Recovery fund europeo. La lista è lunga - e costosa - e contiene anche un ampio capitolo dedicato all’innovazione tecnologica. Con il 5G e non solo, il Comune vuole attirare i colossi del settore e rendere più avanzato il porto.

LA RIFORMA
Bucci però sottolinea che l’impegno del governo, con cui il sindaco avrebbe già parlato, è necessario per la realizzazione del mega piano. E il Comune suggerisce a Roma anche una nuova riforma portuale. È necessario prima di tutto realizzare «uno schema imperniato sul modello “hub and spoke” dove Genova e Trieste ma anche Gioia Tauro e Taranto sarebbero collegati via treno con i mercati ed alimentati con linee dirette o transhipment». E poi va costruita «una governance nuova della portualità nazionale in chiave europea» con un «costante coordinamento da parte del governo centrale» e il ritorno al comitato portuale (con i sindaci) al bordo del comitato di gestione attuale.

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