Culmv Genova, 50 mila giornate di lavoro in meno a fine 2020

Genova - Sono 30 mila le chiamate perse dai lavoratori della Compagnia Unica del porto di Genova nei quattro mesi di picco del coronavirus fra marzo e giugno scorsi. Diventeranno 50 mila complessive entro la fine del 2020

di Alberto Ghiara

Genova - Sono 30 mila le chiamate perse dai lavoratori della Compagnia Unica del porto di Genova nei quattro mesi di picco del coronavirus fra marzo e giugno scorsi. Diventeranno 50 mila complessive entro la fine del 2020. Per il 2021 la Compagnia prevede che proseguiranno gli effetti negativi della pandemia sull’attività portuale e comporteranno la perdita di altre 25-30 mila giornate nei dodici mesi. I dati sono quelli forniti al Secolo XIX- the MediTelegraph dal console della stessa Compagnia Unica, Antonio Benvenuti: «Nei primi due mesi dell’anno - spiega Benvenuti - il numero delle giornate era positivo, in linea con gli stessi mesi del 2019, soprattutto grazie al buon andamento del terminal Psa di Genova Pra’. Poi tutti i piani che avevamo predisposto sono saltati: a fronte di costi fissi aziendali invariati abbiamo avuto un calo delle entrate del 31%».

Nei giorni scorsi, l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale ha riconosciuto le perdite fino a giugno, corrispondenti a 2,7 milioni di euro per i lavoratori di Genova oltre a 270 mila per quelli di Savona, in applicazione della legge 77 di conversione del decreto Rilancio. La legge fissa a 90 euro, per ogni giornata persa rispetto al 2019, il livello del contributo che le Authority possono corrispondere ai fornitori di lavoro portuale per l’anno 2020, con un limite massimo pari a quattro milioni di euro complessivi per ogni sistema portuale. Il problema per la Compagnia riguarda i mesi successivi fino a dicembre: «A luglio - afferma Benvenuti - la situazione è migliorata, ma abbiamo sempre perso 6.000 giornate, con 16.000 chiamate ricevute rispetto alle 22.000 del 2019. Temo che ad agosto supereremo il limite che può essere coperto con i quattro milioni assegnati dal decreto e che arriveremo a 45-50 mila giornate perse nel corso del 2020. Le perdite degli ultimi tre mesi dell’anno quindi saranno scoperte».

Oltre alla prospettiva di coperta corta per il 2020, il console deve ancora chiudere la partita per il bilancio 2019. A settembre partiranno le trattative con i terminalisti, a cui la Compagnia chiederà l’adeguamento tariffario previsto dalla legge per raggiungere il pareggio. A ottobre si arriverà all’assemblea di bilancio, che prevede anche la presentazione di un nuovo piano per ottenere gli aiuti previsti dall’articolo 15 bis della legge portuale. Per quanto riguarda l’entità dell’adeguamento, Benvenuti non da cifre, ma dovrebbe trattarsi di circa la metà rispetto al 2019, quando i terminalisti versarono 1,6 milioni di euro. Anche per questo il console confida di poter chiudere la trattativa in tempo per presentare il bilancio entro fine ottobre, dopo il ritardo accumulato finora, attribuito al cambio al vertice dell’organizzazione datoriale. Quest’anno i terminalisti non saranno guidati da Gilberto Danesi ma dal nuovo presidente della sezione Terminal Operator di Confindustria Genova, Beppe Costa: «Con Danesi - dice Benvenuti - abbiamo sempre trovato un accordo. So che anche Costa, nelle trattative, ha capacità di cucire».

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