Via alla diga di Vado: il Tar dà ragione a Fincantieri e Fincosit

Savona - Via libera, con quasi un anno di ritardo, ai lavori per la modifica della diga foranea del porto di Vado, con la demolizione di una parte della struttura attuale e con la costruzione di un allungamento verso levante. Il Tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso, presentato dall’impresa di costruzioni Sales

di Giovanni Vaccaro

Savona - Via libera, con quasi un anno di ritardo, ai lavori per la modifica della diga foranea del porto di Vado, con la demolizione di una parte della struttura attuale e con la costruzione di un allungamento verso levante. Il Tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso, presentato dall’impresa di costruzioni Sales, contro la delibera dell’Autorità di sistema portuale che aveva affidato l’operazione all’associazione temporanea di imprese formata da Fincosit (che ha costruito la piattaforma container) e Fincantieri Infrastructure. Ma la battaglia legale potrebbe proseguire con ulteriori azioni. L’azienda romana, specializzata in lavori stradali e marittimi da 70 anni, aveva presentato un’offerta insieme con Rcm Costruzioni srl e Icam srl, classificandosi seconda nel bando avviato il 13 settembre 2019 dall’Autorità portuale per assegnare l’appalto da 77,8 milioni di euro per la costruzione della nuova diga foranea.

Ma, tutelata dagli avvocati Francesco Lilli, Fabio Massimo Pellicano e Lorenzo Lentini, la Sales aveva presentato ricorso al Tar. Accuse pesanti, che puntavano il dito contro presunte “violazioni di legge, eccesso di potere, difetto di istruttoria, illogicità manifesta e contraddittorietà” dei dettami del bando. Secondo la Sales il raggruppamento che ha vinto avrebbe dovuto essere escluso in partenza dalla gara per diversi motivi, tra cui la mancanza di certificati di qualificazione di Fincantieri e perché Fincosit, soggetta a procedura di concordato preventivo, non sarebbe in possesso della necessaria solidità finanziaria.

Di fronte alle contestazioni, mentre l’Autorità portuale si è affidata all’Avvocatura distrettuale dello Stato, era arrivata in aggiunta la risposta secca da parte di Fincosit (assistita dall’avvocato Corrado Augusto Mauceri) e Fincantieri Infrastructure (con gli avvocati Daniela e Alessio Anselmi), che a loro volta avevano presentato i ricorsi incidentali contro l’ammissione al bando di gara del raggruppamento capeggiato da Sales. Una vera guerra di carte bollate in cui anche Apm Terminals ha tentato di entrare (tutelata dai legali Francesco Massa, Lorenzo Ravenna e Roberto Damonte), visto che la nuova diga foranea è necessaria per proteggere meglio la sua piattaforma container. I giudici del Tar però hanno dichiarato inammissibile quest’ultimo intervento, anche se alla fine hanno giudicato corretto l’operato dell’Autorità portuale e dato ragione anche a Fincosit e Fincantieri, che in risposta al ricorso avevano a loro volta contestato la partecipazione della Sales.

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