Crociere, gli occhi del mondo sui porti liguri. E Costa insiste sul nuovo terminal a Genova

I protocolli messi a punto quest’estate in Italia da Msc e da Costa hanno lo scopo di dimostrare che le navi, la cui circolazione è vietata salvo poche deroghe in tutto il mondo per il timore di possibili focolai, può essere invece il posto più sicuro per fare una vacanza evitando il rischio di contagio, se si rispettano le regole sanitarie

di ALBERTO QUARATI

Genova - «L’Italia è il primo e unico Paese nel mondo in cui le crociere sono ripartite». Venerdì il Giappone - il Paese che per mesi ospitò la quarantena della “Diamond Princess”, con oltre 700 contagiati dal coronavirus a bordo - «ha dato via libera al ritorno delle crociere con un protocollo che è molto simile a quello italiano: l’Italia è studiata da tanti altri Paesi, penso a Spagna, Francia, Stati Uniti, Paesi Caraibici». Michael Thamm, amministratore delegato del gruppo Costa Crociere e Carnival Asia ieri era a Genova per seguire la ripartenza della “Costa Diadema”: primo test per 500 passeggeri solo italiani, tampone obbligatorio, viaggio tutto dentro i confini nazionali. I protocolli messi a punto quest’estate in Italia da Msc e da Costa hanno lo scopo di dimostrare che le navi, la cui circolazione è vietata salvo poche deroghe in tutto il mondo per il timore di possibili focolai, può essere invece il posto più sicuro per fare una vacanza evitando il rischio di contagio, se si rispettano le regole sanitarie.

Gran parte di questa sfida - cui è legato il futuro di un comparto che lo scorso anno aveva trasportato quasi 30 milioni di persone - si gioca in Liguria, i cui porti sono diventati il maggiore banco di prova. Da Genova è partita la prima crociera post-Covid ad agosto, con la “Grandiosa” della compagnia italo-svizzera Msc, che raddoppierà sotto la Lanterna con “Msc Magnifica” il 19 ottobre. Ieri è stato il turno della “Diadema” di Costa, ma è con l’autunno che il gruppo genovese comincerà a scommettere forte su quel territorio che l’ha vista nascere 70 anni fa. Dal 27 settembre potranno tornare a imbarcarsi passeggeri stranieri - almeno quelli previsti dall’ultimo Dpcm. Il 10 ottobre a Savona ripartirà la “Costa Smeralda”, che sarà raggiunta il prossimo anno dopo una serie di crociere con charter francesi in partenza da Genova dalla stessa “Diadema”, quest’ultima con mete che nei progetti dovrebbero andare dalle Canarie all’Egitto. Il 22 ottobre, questa volta dalla Spezia, partirà “AidaBlu” della controllata tedesca di Costa, la compagnia di navigazione AidaCruises, in arrivo dalla Germania perché, spiega Thamm «al Nord in pratica tutte le nostre destinazioni abituali sono ancora chiuse». Il 27 dicembre, ancora una nave per Genova, la “Costa Firenze”, fresca di bacino (la costruzione è in dirittura d’arrivo alla Fincantieri di Marghera), che dovrebbe rimanere sotto la Lanterna per un anno. In tutto, per ora, sono sei navi da crociera di tre marchi diversi che da qui al 2021 dovranno arrivare e partire dai porti liguri, mentre il resto del mondo è fermo. Per la sola Costa si tratta di 80 scali su Genova.

«Calata Gadda? Utile non solo a noi»

Oltre al terminal di Savona, Costa è nella cordata che dovrà realizzare il nuovo scalo crociere alla Spezia, mentre a Genova ha in fieri il progetto per la costruzione da zero di una nuova infrastruttura a Calata Gadda. «I nostri piani non sono cambiati - precisa Thamm -. Siamo tornati a scalare Genova regolarmente un anno fa con una nave alla settimana: quello era il punto di partenza di un percorso che pensiamo ci porterà ad avere sempre più traffico su Genova. Per questo abbiamo bisogno di un nuovo terminal, in grado di accogliere navi grandi e tecnologiche. È un progetto che ha senso non solo per noi ma per Genova, perché le navi diventano sempre più grandi e innovative e avere un terminal che potrà offrire cold ironing e strutture per le navi alimentate a Gnl potrebbe diventare attrattivo anche per altre compagnie». I tempi? «Dipende dalle autorizzazioni, ma ci auguriamo che sia pronto nel 2022-2023 quando arriverà anche la nostra seconda nave alimentata a gas, la “Costa Toscana”». Un’infrastruttura per il gas a Genova? «Sarebbe molto utile. Saremmo disponibili a portare la nostra conoscenza in questo campo e se ce lo chiedono anche a valutare un investimento». Elogio alle istituzioni: «Quando sono arrivato qui a Genova - conclude Thamm - mi colpì la sensazione di un ambiente depresso. Non parlo solo di Costa, reduce dal caso “Concordia”, penso proprio a tutta la città. Sono ritornato quest’anno e devo dire che l’ambiente è cambiato. Ne è prova la ricostruzione del Ponte. La città ha recuperato la sua vocazione mercantile storica». —

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