"Bene l'operazione Hhla, adesso il porto franco"

“L’extradoganalità - dice il segretario degli spedizionieri - dà l’opportunità di lavorare le merci che passano per il porto in regime extradoganale, è un valore aggiunto"

di Alberto Ghiara

Trieste - “Il porto franco di Trieste non è zona franca comunitaria, è territorio extradoganale. Il governo deve chiarirlo all’Unione europea”, afferma a “L’Avvisatore Marittimo” Walter Gregori, segretario generale dell’associazione spedizionieri di Trieste e di Confetra Friuli Venezia Giulia. Gli spedizionieri triestini hanno accolto positivamente l’annuncio dell’ingresso di Hhla nella Piattaforma logistica di Trieste e confidano che possa diventare un’opportunità anche maggiore quando verrà chiarito a livello europeo un “equivoco” che dura ormai da parecchi anni. “Nei primi anni 1990 - spiega Gregori - l’Italia ha comunicato all’Unione europea che quella di Trieste è una zona franca doganale comunitaria. E’ un dato che è rimasto anche nel Codice doganale europeo, ma che va cambiato. Bisogna che il governo italiano lo chiarisca all’Unione europea”. La differenza è che con l’extradoganalità il porto franco di Trieste non fa parte del territorio doganale dell’Unione, anche se è parte del suo territorio fiscale e politico. Ma questo non viene riconosciuto se la classificazione a livello europeo rimane quella di zona franca comunitaria, comunicata erroneamente all’Unione.

“L’extradoganalità - dice il segretario degli spedizionieri - dà l’opportunità di lavorare le merci che passano per il porto in regime extradoganale, è un valore aggiunto. Non va contro gli interessi dell’Italia, anzi, favorisce il reshoring di attività che oggi sono andate all’estero”. L’opera di sensibilizzazione da parte degli operatori portuali ha portato nei giorni scorsi un primo passo importante, con la responsabilizzazione da parte della Regione Friuli Venezia Giulia. Una mozione bipartisan approvata in Consiglio regionale il primo ottobre scorso impegna la Giunta a attivarsi per sostenere presso il Governo la piena attuazione del regime giuridico. “Perché il regime si realizzi – ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture, Graziano Pizzimenti – è necessario che il Governo notifichi alla Commissione europea l’esclusione dei punti franchi dal territorio doganale dell’Unione, attivando la procedura presso le istituzioni comunitarie”. In una nota, Confetra FVG afferma che “era ed è competenza dello Stato membro indicare all’Unione europea quali siano i territori extradoganali, fra cui si deve porre il porto di Trieste, come sancito da norme di diritto internazionale pubblico”. Il riconoscimento di questo status giuridico avrebbe conseguenze anche sulla funzionalità della Plt. All’interno della Piattaforma, di cui Hhla sta acquisendo il 50,01 per cento affiancandosi ai soci fondatori Francesco Parisi spa e Icop, sarà presente il punto franco dello scalo legnami e questo farà sì che probabilmente tutta l’area diventi porto franco.

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