Libia, riaprono i porti di Es Sider e Ras Lanuf

Tripoli - La compagnia nazionale petrolifera libica (Noc) venerdì ha annunciato la revoca dello stato di forza maggiore, dando il via libera alla ripresa delle esportazioni di petrolio da due dei principali terminal nell aprte orientale del Paese

Tripoli - La compagnia nazionale petrolifera libica (Noc) venerdì ha annunciato la revoca dello stato di forza maggiore, dando il via libera alla ripresa delle esportazioni di petrolio da due dei principali terminal nell aprte orientale del Paese. Questa dichiarazione arriva a poche ore dall'annuncio da parte delle Nazioni unite a Ginevra di un accordo di cessate il fuoco "con effetto immediato" tra i due campi rivali in Libia: il governo di unità nazionale (Gna), riconosciuto dall'Onu con sede a Tripoli, e il generale Khalifa Haftar, l'uomo forte dell'est libico. Questa rivalità aveva portato a un'interruzione delle esportazioni di petrolio dal gennaio 2020, con un blocco di questi siti petroliferi imposto da Haftar, che denunciando una distribuzione iniqua delle entrate tra Occidente e Oriente del Paese, aveva collocato lì uomini armati stranieri, essendo quella un'area di sua influenza: "Lo stato di forza maggiore è revocato da venerdì 23 ottobre 2020 nei porti di Ras Lanuf ed es Sider", due dei cinque maggiori porti petroliferi libici. "Sono state fornite istruzioni per riavviare la produzione (...) e le esportazioni", ha annunciato la Noc.

La "forza maggiore", invocata in circostanze eccezionali, consente l'esonero dalla responsabilità della NOC in caso di mancato rispetto dei contratti di consegna del petrolio. La Noc ha detto di aver ricevuto "la conferma che le forze straniere hanno lasciato il settore portuale che consente (...) la ripresa delle esportazioni". A settembre Haftar, che ha tentato senza successo per 14 mesi di conquistare Tripoli, ha accettato di revocare il blocco. Ma la Noc, che ha deplorato quasi 10 miliardi di dollari (8,5 miliardi di euro) di perdite dovute al blocco, aveva chiesto la partenza di gruppi armati stranieri.

L'accordo annunciato venerdì dalle Nazioni Unite a Ginevra prevede che il cessate il fuoco sarà "accompagnato dalla partenza di tutti i mercenari e dei combattenti stranieri da tutto il territorio libico (...) entro un periodo massimo di tre mesi dal oggi ". Dalla caduta del regime di Muammar Gheddafi nel 2011, la Libia è stata tormentata dalla violenza, e dal 201, lacerata da un conflitto tra il Gna e le forze di Haftar che domina l'Est e parte del Sud, in particolare le aree in cui si trovano i principali impianti petroliferi. In Libia, che possiede le riserve più abbondanti dell'Africa, la cessazione delle esportazioni di oro nero, che rappresentano quasi l'unica fonte di reddito del Paese, ha fatto precipitare il Paese in una grave crisi economica: "L'avvio della produzione sui campi delle società al-Waha e al-Harouj (Sud-Est) consentirà di raggiungere 800 mila barili al giorno nelle prossime due settimane, e di superare il milione di barili al giorno in un mese".

 

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