Terminal passeggeri in crisi, chiesti 40 milioni

Genova - E' allarme per le Stazioni marittime italiane: in una lettera indirizzata alla ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, Luca Becce (presidente di Assiterminal) e Guido Nicolini (numero uno di Confetra) segnalano come, in base alle ultime previsioni, il settore crocieristico si avvia a chiudere il 2020 con un calo dei traffici superiore al 90%, "con un aumento dei costi (per le poche aziende operative) dovuti alle misure di sicurezza intraprese"

di A. Qua.

Genova - E' allarme per le Stazioni marittime italiane: in una lettera indirizzata alla ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, Luca Becce (presidente di Assiterminal) e Guido Nicolini (numero uno di Confetra) segnalano come, in base alle ultime previsioni, il settore crocieristico si avvia a chiudere il 2020 con un calo dei traffici superiore al 90%, "con un aumento dei costi (per le poche aziende operative) dovuti alle misure di sicurezza intraprese".

Una situazione che si riverbera sui ricavi da crociere dei terminal passeggeri - che a dicembre si troveranno con circa cinque milioni di euro in cassa, contro i 90 registrati lo scorso anno - non compensata dal traffico dei traghetti, che al termine della stagione estiva risulta comunque in calo di circa il 30% rispetto allo scorso anno.

L'ultimo Dpcm, segnalano terminalisti e logistici, contiene ulteriori restrizioni per le crociere, che plausibilmente scoraggeranno già un traffico al lumicino. Sulla base di questo, Assiterminal e Confetra allegano alla lettera due proposte, articolate in maniera differente, per destinare fondi erogati dal ministero dei Trasporti alle Stazioni marittime italiane per un importo di 40 milioni di euro: "Il decreto attuativo sulla riduzione dei canoni concessori (art.199 dl34/20) - commenta Alessandro Ferrari, direttore di Assiterminal - non è ancora stato emanato, mentre le Autorità di sistema portuale chiedono il pagamento dei canoni. Non ci sono criteri o modalità uniformi neppure nei confronti di aziende a che hanno fatturato zero. Sarebbe più che auspicabile, diciamo quasi naturale, che questa rappresentazione trovasse una sua adeguata collocazione almeno nelle misure del prossimo decreto Ristoro".

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