«Traffici in calo a Trieste, ma il lavoro resiste all’impatto del Covid»

«Abbiamo sempre continuato a lavorare anche nei mesi scorsi, quando è stato raggiunto il picco più alto di contagi da coronavirus. Ci sono stati alcuni segmenti del nostro tessuto produttivo che hanno subito forti perdite come l’automotive»

Zeno D'Agostino a un Forum dello Shipping

di Matteo Dell'Antico

Trieste - A pesare in questo periodo di pandemia, per il porto di Trieste, è soprattutto il calo di circa il 20% da inizio anno del traffico petrolifero. «L’impatto del Covid sul nostro scalo - dice Zeno D’Agostino, presidente dell'Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale - lo stiamo vedendo soprattutto sotto questo aspetto».

Come sta andando il traffico ferroviario legato al porto?
«Il traffico ferroviario registra un calo determinato dal Covid e dalla chiusura dell’impianto siderurgico della Ferriera, che era pari al 20% dei nostri diecimila treni realizzati ogni anno, vale a dire circa duemila treni. Oggi partiamo da meno duemila, se quest’anno arriviamo agli ottomila treni saremo molto bravi ma non penso che ci arriveremo».

Sul fronte del lavoro, invece, quale è stato l’impatto del coronavirus sulla manodopera in banchina?
«Parliamo di un impatto più che sostenibile per il momento. Diciamo che a livello nazionale, più di Trieste, stanno avendo forti difficoltà tutti quegli scali che fanno del traffico passeggeri una importante voce di business. Per quanto ci riguarda, invece, stiamo andando bene sul general cargo mentre patiamo il calo della richiesta del greggio dovuto a minori consumi. Inoltre, se perdono le rinfuse liquide e solide, reggono i cereali».

Su Monfalcone, quali novità ci sono?
«L’Autorità portuale e il Comune di Monfalcone collaboreranno assieme per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal progetto europeo Smooth Ports, di cui l’ente locale è partner e il porto d’Amburgo, assieme al ministero dell’Economia della Città-stato tedesca, sono i lead partner. Il protocollo sottoscritto in tal senso consentirà di sviluppare congiuntamente le attività dei rispettivi uffici in direzione di un miglioramento della sostenibilità dello scalo isontino. Si tratta di un patto importante perché sancisce l’impegno a promuovere una comune politica di sostenibilità ambientale tra Trieste e Monfalcone: uno dei tanti passi che stiamo costruendo assieme. Come Autorità di sistema, dal primo giorno abbiamo creato le condizioni e la sinergia per attrarre investimenti e creare posti di lavoro per i nostri porti e l’indotto, specie in questo difficile momento storico».

Nei giorni scorsi avete firmato anche un protocollo di intesa con la Regione che riguarda l’occupazione.
«In continuità con la collaborazione che già esiste con la nostra Regione, i lavoratori, le imprese già insediate nell’area industriale giuliana e quelle di nuovo insediamento potranno fruire di servizi importanti nell’ambito formativo e dei servizi di recruiting. L’accordo favorirà, inoltre, le politiche di reinserimento dei lavoratori in eventuali aziende che in questo momento soffrono dal punto di vista professionale e dell’occupazione. Sono tutti strumenti che necessitano di una forte compartecipazione da parte delle aziende e per questo il Coselag farà la sua parte per coinvolgere il più possibile le imprese».

Come giudica l’attuale stato di salute del comparto logistico e intermodale del nostro Paese?
«Abbiamo sempre continuato a lavorare anche nei mesi scorsi, quando è stato raggiunto il picco più alto di contagi da coronavirus. Ci sono stati alcuni segmenti del nostro tessuto produttivo che hanno subito forti perdite come l’automotive mentre altri hanno aumentati e non poco il lavoro, penso ai corrieri e ad alcune aziende di trasporti. Ci sono poi stati settori, come quello della grande distribuzione alimentare, che hanno persino avuto praticamente ovunque un importante segno positivo. Il tema vero, però, se vogliamo davvero fare qualcosa di essenziale, è quello di creare un’adeguata struttura economica a sostegno e supporto dell’ambito sanitario che probabilmente, vista la pandemia in corso, andrà totalmente ripianificata».

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