Autoproduzione, polemiche sull'Antitrust

Genova - L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha inviato una segnalazione al parlamento e alla presidenza del Consiglio dei ministri, esprimendo dubbi e chiedendo di abrogare l'emendamento Gariglio all'articolo 199 del decreto Rilancio, che nei fatti blocca la pratica dell'autoproduzione nei porti italiani

Genova - L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha inviato una segnalazione al parlamento e alla presidenza del Consiglio dei ministri, esprimendo dubbi e chiedendo di abrogare l'emendamento Gariglio all'articolo 199 del decreto Rilancio, che nei fatti blocca la pratica dell'autoproduzione nei porti italiani. Per l'Antitrust, nei fatti la norma limiterebbe la libera concorrenza nei porti, creando situazioni di monopolio tra i soggetti che nei porti operano per scaricare e caricare la merce, si legge su shippingitaly. Usare per queste attività i marittimi è inoltre, secondo l'interpretazione dell'Authority, un modo per rilanciare e rendere concorrenziali i porti italiani contro quelli esteri: non potendo infatti fare ricorso alla manopera a bordo, le compagnie di navigazione premierebbero per i loro traffici le banchine straniere.

"L’Antitrust critica la recente disciplina delle attività di autoproduzione nei porti, che sta assicurando la sicurezza dei lavoratori, la salvaguardia dei passeggeri e continuità produttiva ed occupazionale delle imprese del settore. E lo fa con una segnalazione che recepisce le istanze delle associazioni degli armatori" dichiara Davide Gariglio, capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera. "Si tratta di una presa di posizione discutibile e pubblicata su un sito invece di essere trasmessa al Parlamento, primo destinatario di tali tipologie di documenti. Mi chiedo come sia stato possibile: se fosse, come qualcuno ipotizza, che le associazioni richiedenti il parere ne abbiano ricevuto copia prima delle istituzioni repubblicane, questo sarebbe un atto deprecabile".

"Apprendiamo con sconcerto il parere negativo e semplicistico espresso dall’Antitrust sull’art. 199 bis del dl Rilancio che perfeziona la norma già esistente sull’autoproduzione. A nostro giudizio questa norma introduce tutele per la sicurezza dei lavoratori marittimi e portuali precisando ulteriormente gli ambiti in cui tale pratica è ammissibile e le condizioni autorizzative per essere concessa dalle Adsp o dalle Autorità marittime -. Così dichiarano Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti -. Non è quindi vero, a nostro avviso, che si prefigurerebbero profili lesivi della libertà di concorrenza - proseguono le organizzazioni sindacali - ma, al contrario, attraverso tale norma si è invece raggiunto un punto di equilibrio tra l’interesse pubblico e la tutela della libertà di concorrenza regolando meglio la competitività tra porti e definendo, finalmente, il perimetro ed i termini, anche economici, per cui vengono rilasciate le autorizzazioni per autoprodurre le operazioni portuali da parte dell’armatore. Occorre evidenziare come la Legge 84/94 e ss.mm. e ii. abbiano consentito di regolamentare il mercato dei servizi e delle operazioni portuali proprio al fine di garantire un regime di sana competitività garantendo la sicurezza nei porti, ambito dove il rischio dovuto alle interferenze tra più operatori è ancora oggi causa di numerosi infortuni molti dei quali purtroppo anche mortali. Occorre, pertanto, un sistema di regole certo che nel rispetto della legislazione, anche europea, consenta agli operatori di svolgere la propria attività garantendo un servizio efficiente e concorrenziale che metta al centro la tutela e la sicurezza del lavoro. Non è la prima volta che un’Authority si sostituisce a parlamento e governo e non è la prima volta che un’Authority, in nome della concorrenza, determina effetti negativi per il mondo del lavoro. In passato simili decisioni che hanno determinato nocumento per le lavoratrici e lavoratori dei trasporti sono state adottate anche dall’Authority dei Trasporti. Forse è arrivato il momento di aprire un dibattito pubblico sul ruolo e i risultati delle azioni delle Authority per verificare se sono coerenti con le finalità per le quali, a suo tempo, il legislatore le ha istituite. Ci preme, inoltre, ribadire il ruolo centrale della contrattazione dei lavoratori dei settori, quali la portualità, il marittimo e la logistica, che proprio durante la pandemia hanno garantito l’approvvigionamento delle merci al Paese configurandosi come servizi di interesse generale. È quindi improcrastinabile rinnovare i suddetti contratti collettivi di lavoro proprio per riaffermare e rivedere le regole e le tutele in essi contenuti per rispondere meglio alle esigenze del Paese durante la permanenza dell’emergenza sanitaria". 

Concludono Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti: “È infine urgente ridare potere d’acquisto ai lavoratori di questi comparti che ricordiamo hanno consentito alle aziende una buona redditività anche durante questa emergenza pandemica. Abbiamo, quindi, la necessità di procedere ad un celere rinnovo del contratto dei porti e dei marittimi per mantenere il perimetro di regole chiare definite dall’art. 199 bis del dl Rilancio, frutto di anni di rivendicazioni e mobilitazioni sindacali”.

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