La Compagnia Unica risponde a Becce

Genova - Il consiglio dei delegati della Compagnia Unica risponde al messaggio di Luca Becce, presidente dei terminalisti di Assiterminal, che nei giorni scorsi aveva chiesto all'Autorità di sistema portuale di Genova-Savona di esercitare il proprio potere e chiedere alla Culmv il piano finanziario: "Ci siamo sempre opposti e continueremo a opporci, a possibili spezzatini della Culmv".

Genova - Il consiglio dei delegati della Compagnia Unica risponde al messaggio di Luca Becce, presidente dei terminalisti di Assiterminal, che nei giorni scorsi aveva chiesto all'Autorità di sistema portuale di Genova-Savona di esercitare il proprio potere e chiedere alla Culmv il piano finanziario:

"I soci lavoratori della Culmv Paride Batini - scrivono da San Benigno - svolgono oltre il 50% delle giornate di lavoro dello scalo genovese. Lavorano in flessibilità totale rispondendo alle chiamate di tutti i terminal, che hanno esigenze operative, cicli di lavoro e orari diversi gli uni dagli altri. Il risultato finale è che un camallo per 365 giorni l’anno va a lavorare, a seguito di una delle sette chiamate giornaliere, con un 'preavviso' di un’ora e mezza prima dell’inizio del turno e senza nessuna programmazione. Nel corso degli anni abbiamo anche garantito una continua e costante crescita della nostra professionalità contribuendo, spesso in maniera decisiva, al raggiungimento di primati nei volumi di traffici e nelle produttività raggiunti dal nostro scalo.

In molti hanno tratto vantaggi dal nostro lavoro, che anche nella pandemia non si è mai fermato. Inoltre l’organizzazione del lavoro nel porto, il modello Genova è quanto più vicino ai porti di Anversa, Amburgo, Brema, spesso considerati tra i più virtuosi in Europa. I riflessi della crisi pandemica sul fronte dei traffici sono stati molto negativi e le difficoltà maggiori si sono scaricate sulla Culmv (che non ha un mercato proprio): si stima che le giornate di lavoro perse nel 2020 saranno circa 50 mila. A queste difficoltà si aggiunge che a oggi non è stato ancora chiuso il bilancio di esercizio 2019 per il mancato adeguamento tariffario già ampiamente previsto (che equivale ad un salario già distribuito un anno fa).

Siamo convinti che il percorso intrapreso dalla Culmv, con la regia dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, assieme ai terminalisti e alle organizzazioni sindacali possa dare le risposte a questi problemi, evitando gravi pregiudizi all’operatività del porto.Non possiamo fare a meno però di commentare l’intervento a mezzo stampa del presidente nazionale di Assiterminal che interviene (come spesso gli accade…) con poco senso di responsabilità nella discussione genovese. Dire che il modello Genova, il modello di organizzazione del lavoro che si poggia sui terminal e sulla Culmv, non funziona solo perché si chiede ai terminal l’adeguamento di una tariffa e accordi operativi scaduti, mostra poca serietà e non poca faziosità nella discussione.

Assai peggio è, a nostro avviso, criticare un modello che ha come unica alternativa lo spezzatino della Culmv, le imprese d’appalto e la deregolamentazione del lavoro. Ogni giorno ci confrontiamo coi lavoratori degli altri scali italiani e conosciamo bene i guasti che sono stati prodotti dai modelli che vengono proposti come lungimirante alternativa. Per questo ci siamo sempre opposti e continueremo a opporci, con tutti gli strumenti a nostra disposizione, a queste soluzioni. Vogliamo ricordare al presidente di Assiterminal quel che disse Paride Batini a quanti proponevano la divisione in più parti della Culmv: 'Se si chiama Compagnia Unica ci sarà un motivo o no?'".

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