La Cina costruisce in Sudan il "porto dei cammelli"

Grazie alla Nuova Via della Seta, la Cina mira a rilanciare ed estendere le sue rotte verso l'Europa e l'Africa con ferrovie, porti, oleodotti, reti elettriche e autostrade.

Pechino - Un porto realizzato dai cinesi per la spedizione di bestiame dalla costa del Mar Rosso del Sudan sarà completato entro la fine dell'anno. Si tratta dell'ultima “tappa” africana della Belt and Road Initiative finanziata da Pechino. Costruito dalla China Harbor Engineering Co. e situato ad Haidob, 60 chilometri (37 miglia) a sud di Port Sudan, l'impianto sarà dedicato al trasporto di bovini, cammelli e pecore per i mercati principalmente asiatici, secondo la Sea Ports Corp (gestita dallo Stato) e le prime dichiarazioni del direttore generale, Onour Mohamed Adam. Le esportazioni di bestiame sono un segmento di potenziale crescita per il Sudan, Paese economicamente devastato ma che ha investito un totale di 120 milioni di euro nel porto, ha detto Adam lo stesso Adam. China Harbour, che ha lavorato per tre anni al progetto prima della sospensione nel 2017, ha rinnovato il suo accordo con il governo di transizione del Sudan. Sea Ports gestirà l’infrastruttura.

Grazie alla Nuova Via della Seta, la Cina mira a rilanciare ed estendere le sue rotte verso l'Europa e l'Africa con ferrovie, porti, oleodotti, reti elettriche e autostrade. Almeno 157 nazioni e organizzazioni internazionali partecipano all’iniziativa. Morgan Stanley stima che la spesa ammonterà a 1,3 trilioni di dollari entro il 2027. Adam ha riferito che il finanziamento destinato al porto “proviene da entrate interne del ministero delle Finanze” e non ha menzionato alcun fondo estero.

Il Sudan, dove lo scorso anno il dittatore Omar al-Bashir è stato cacciato dopo le proteste della popolazione, ha stanziato 300 milioni di dollari per un piano decennale per lo sviluppo delle strutture di Port Sudan, ha aggiunto Adam. Il lavoro sarà svolto dalla Military Industry Corp., gestita dallo Stato del Sudan.

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