Merlo: "Bene il golden power sui porti. Ora serve il regolamento sulle concessioni"

«Il golden power senza un'immediata definizione di regole uniformi per le concessioni, rischia di cristallizzare una volta di più lo status quo, impedendo ai porti del Paese di spiccare il volo e di diventare, come dovrebbe accadere, il vero motore per il rilancio»

Genova - Va bene il golden power sulle concessioni portuali, ma è necessario anche varare il regolamento, atteso dalla riforma portuale del 1994, per uniformare le concessioni negli scali italiani.

Federlogistica, la federazione italiana delle imprese di logistica, magazzini generali, terminalisti e operatori portuali, retroportuali e aeroportuali, chiede un tavolo di confronto immediato con il ministero e l'Autorità regolazione trasporti (Art) per produrre regole omogenee «in grado di scongiurare ulteriori distorsioni di mercato, oggi già evidenti fra un porto e l'altro e ancora più gravi se generate da un ente pubblico».

«Il golden power cala il suo scudo protettivo sulle infrastrutture strategiche e quindi anche sui porti, edificando giustamente quella diga contro i tentativi in atto, di "colonizzazione" da parte della Cina - dichiara Luigi Merlo, presidente di Federlogistica (Conftrasporto/Confcommercio) -. Ma senza una standardizzazione e quindi il varo di un regolamento che effettivamente uniformi le concessioni portuali, si potrebbe delineare un rischio di isolamento e quindi di emarginazione della portualità». Atteso da ventisei anni, il regolamento non è mai arrivato.

«Il golden power - conclude Merlo - senza un'immediata definizione di regole uniformi per le concessioni, rischia di cristallizzare una volta di più lo status quo, impedendo ai porti del Paese di spiccare il volo e di diventare, come dovrebbe accadere, il vero motore per il rilancio».

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