Napoli, Spirito replica ai concessionari

Napoli - Venti aziende portuali attive nei settori commerciale e industriale non vogliono più Spirito. Lui replica: "Questi signori sono abituati a fare il bello e il cattivo tempo. Nessuno fiata, così da consentire ad ognuno di fare i propri interessi continuando a farsi la guerra”

di Bianca d'Antonio

Napoli - Poteva mai essere semplice per il porto di Napoli la nomina del presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale? E’ bastato che il Propeller e una parte degli operatori del trasporto e della logistica chiedessero la riconferma del presidente Pietro Spirito in nome della continuità per portare a termine quanto programmato e iniziato in questi quattro anni per scatenare l’opposizione di oltre 20 concessionari portuali attivi nei settori commerciale e industriale. Innescando così quel clima di conflittualità che per molti anni ha caratterizzato lo scalo partenopeo e che si sperava si fosse sopito. I 20 concessionari, infatti, hanno inviato una lettera al presidente della Regione e al ministro dei Trasporti per bloccare la riconferma di Spirito colpevole - a loro dire - di “un'intollerabile paralisi amministrativa e di aver bloccato numerosi progetti e iniziative da loro presentate oltre a non aver messo in campo alcuna iniziativa concreta per far giungere alle imprese le misure di sostegno previste dal decreto Rilancio”.

Sulla base di queste accuse, anche in vista dei numerosi finanziamenti europei che arriveranno, i 20 imprenditori chiedono “di individuare finalmente, per la nostra Autorità adeguate risorse e competenze all’altezza delle sfide che ci attendono”. Fin qui il forte intervento di una parte dell’imprenditoria portuale ma la risposta di Spirito, conoscendone il carattere, non si fa attendere: "Non è compito vostro giudicare il presidente. Questo spetta al ministero dei Trasporti. Il verdetto finale sul mio operato è compito del ministro. La verità è che questi signori - continua Spirito - sono abituati a fare il bello e il cattivo tempo. Nessuno fiata, così da consentire ad ognuno di fare i propri interessi continuando a farsi la guerra”.

A quanti poi gli rimproverano di non aver bloccato i canoni concessori anche se previsto per legge, Spirito obietta: "Non dicono però che manca un decreto attuativo per poter procedere. Non dicono neanche che ho introdotto intanto una rateizzazione conveniente in 30 mesi. C’è anche chi parla e si lamenta e non ha neanche diritto alla riduzione che potrà essere concessa a valle del decreto ministeriale solo a chi avrà dimostrato di aver subito una riduzione del fatturato almeno pari al 20%” . Su questa partita a ping pong che si preannuncia intensa, interviene anche il presidente dei Rimorchiatori Napoletani, Gianandrea De Domenico, che afferma: "Mi sento, proprio per non aver ricevuto alcun favoritismo per l’azienda che amministro, di appoggiare la riconferma del presidente Spirito in quanto ne ho potuto apprezzare obiettivamente l’azione positiva di indirizzo e stimolo consentendo al nostro porto di uscire da una grave situazione di stallo amministrativo, avviando un processo di miglioramento negli aspetti più carenti e importanti, che per quelli in fase di completamento, non devono correre il rischio di abortire”. Appuntamento alla prossima puntata, che certamente non mancherà.

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