Porto industriale di Cagliari, la Pifim Company LTD si chiama fuori dai giochi

La società motiva la scelta come conseguenza di una «presunta incompatibilità dei propri piani industriali con l'ipotesi ventilata dal Mise di istituire un'agenzia per il lavoro portuale a sostegno degli ex dipendenti Cict»

Cagliari - Si riducono le prospettive di rilancio del porto industriale di Cagliari. La Pifim Company LTD, società anglo-olandese che lavora con la Port of Amsterdam International e che aveva presentato la manifestazione di interesse nella call internazionale per salvare il Porto canale, non ha soddisfatto alcuni requisiti stabiliti dal bando lanciato nel dicembre 2019. E - fa sapere l'Autorità del mare di Sardegna, «in una nota inviata nella tarda serata di giovedì 19 novembre, la stessa società ha formalizzato una sostanziale rinuncia al prosieguo dell'iter della propria istanza».

La società motiva la scelta come conseguenza di una «presunta incompatibilità dei propri piani industriali con l'ipotesi ventilata dal Mise di istituire un'agenzia per il lavoro portuale a sostegno degli ex dipendenti Cict». Al momento, si sfila così l'unico pretendente per il porto industriale di Cagliari e con il preavviso di rigetto firmato dal presidente dell'Authority Massimo Deiana si allontanano anche le speranze per i 200 operatori di rientrare al lavoro. Ora l'unico flebile spiraglio è legato al fatto che la società inglese potrà, se ancora veramente interessata, presentare adeguate controdeduzioni.

«Fatta salva la fisiologica prudenza ed il dovuto riserbo richiesto in queste circostanze, non nascondo che ci aspettavamo un finale diverso e sicuramente più positivo per la call internazionale volta a stimolare proposte di rilancio futuro del Porto canale e del transhipment - spiega Deiana - Insieme alla commissione tecnica, che da subito si è attivata per studiare ed analizzare tutte la documentazione, abbiamo portato avanti una serrata interlocuzione con la società per ottenere le necessarie integrazioni documentali. Tentativi ai quali non sono seguite risposte esaustive tali da consentire di mantenere in piedi il procedimento».

Non si capisce se ci sia ancora una possibilità nel caso venga messa da parte la creazione dell'agenzia per i lavoratori o se il problema riguardi la ricollocazione di tutti i 200 operatori. Nel frattempo l'Authority ha invitato le organizzazioni sindacali ad un incontro urgente.

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