Merci, in 10 anni Suez +48,8%. I porti italiani -0,8%

Roma - Dal 2011 al 2019 il volume delle merci nel Canale di Suez è aumentato del 48,8%, ma quello del sistema portuale italiano è diminuito dello 0,8%. È il quadro che emerge da un libro che racconta i cinque anni del Forum di Conftrasporto-Confcommercio

Roma - Dal 2011 al 2019 il volume delle merci nel Canale di Suez è aumentato del 48,8%, ma quello del sistema portuale italiano è diminuito dello 0,8%. È il quadro che emerge da un libro che racconta i cinque anni del Forum di Conftrasporto-Confcommercio: «Sul fronte marittimo, il sistema dei porti e della logistica si confronta con l’entrata di nuovi operatori globali che intercettano e sfruttano anche i cambiamenti degli equilibri economico-politici su scala planetaria, con la Cina a dettare tempi e modalità della nuova produzione e i porti del nord Europa-Rotterdam, Anversa e Amburgo - che hanno dimensioni da quattro a sei volte superiori ai nostri. Da un’altra parte emerge l’inspiegabile rinuncia dell’Italia ai trasbordi, con pesanti ricadute su alcuni porti, a cominciare da Gioia Tauro». «Nel 1995 le rotte transpacifiche valevano il 53% dei transiti globali e quelle di Asia-Europa il 27%: oggi le distanze si sono praticamente azzerate con una ripartizione, rispettivamente, del 45% e del 42%», prosegue il rapporto. «Una crescita che diversamente da quanto accade per altri Paesi europei, sembra non toccare l’Italia. Non solo: tra il 2011 e il 2019 il volume delle merci lungo il Canale di Suez è cresciuto del 48,8%, da 692 a oltre un miliardo di tonnellate, mentre quello del sistema portuale italiano nel complesso è diminuito dello 0,8%, da 481 a 477 milioni di tonnellate. Quindi, buona parte del traffico aggiuntivo in entrata da Suez si è diretto verso gli scali collocati lungo le coste orientali del bacino del Mediterraneo: per esempio, il traffico complessivo dei porti iberici è cresciuto del 37%», conclude.

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