Costa Crociere, nel 2030 la prima nave a zero emissioni

Il vp Maltese: "Stiamo studiando il progetto. Ma gli investimenti green vanno sostenuti da un'infrastruttura adeguata"

Genova - "Quest'anno sono state molte le navi che per effetto del coronavirus sono rimaste ferme in porto. Ecco, grazie alle nuove norme sul sulphur cap è stato possibile avere le navi ferme in modalità green" così spiega al Forum del Meditelegraph l'ammiraglio Carlone, ricordando che dal 2020 sono in vigore le norme Imo che limitano lo zolfo nei fumi delle navi.

"Da gennaio - conferma Mario Mattioli, presidente di Confitarma - abbiamo ridotto di sette volte le emissioni di zolfo. In 10 anni noi armatori a livello globale abbiamo ridotto in termini assoluti del 20% le emissioni a livello globale, con un incremento di traffico del 50%. L'obiettivo al 2050 prevede un recupero di efficienza del 75% per le navi. Il Gnl non basta, servirà uno studio sui nuovi carburanti che siano in grado di portare il settore a zero emissioni". L'Imo - ricorda Mattioli - ha avviato un fondo da cinque miliardi di dollari per la ricerca e lo sviluppo per la decarbonizzazione del settore: "Abbiamo poco tempo, per fare però un salto importante almeno quanto fu il passaggio dalla vela al vapore".

"Io credo che l'armamento italiano abbia sempre anticipato la normativa, quando si è trattato di sensbilità ambientale - dice Stefano Messina, presidente di Assarmatori -. Molte delle navi che entreranno in servizio in questo periodo, probabilmente saranno operative ancora nel 2040-2050: ci sono soluzioni promettenti, l'idrogeno sarà la chiave di voltra di tutto il percorso, ma sarà operativo su larga scala solo un domani. Oggi la solzione è il Gnl, ma serve una rete di approvvigionamento coerente, e siamo in ritardo: le unità a metano nel mondo sono già 400".

La svolta verde, per le crociere è una necessità: "Nel 2014 avevamo ordinato cinque navi Gnl: la nostra è una scelta di mercato, i nostri consumatori non vogliono essere associati a prodotti che non sentono ambientalmente sostenibili" spiega Beniamino Maltese, vice presidente di Costa Crociere. La compagnia sta anche valutando "la mobilità green per le escursioni a terra", ma soprattutto "nel 2030 avremo la prima nave a zero emissioni. Spegnerà i motori e andrà con le batterie elettriche quando enetrerà nei fiordi norvegesi, spegnerà i motori quando attacherà, e opererà in modalità cold ironing, per ripartire di nuovo senza emissioni. E' un progetto su cui stiamo lavorando e che finalizzeremo nel prossimo anno e mezzo, abbiamo un disegno quasi pronto ma per vederla abbiamo bisogno di cinque o sei anni. Del resto i primi fare rifornimento per Gnl siamo stati noi in Italia. Però serve un'infrastruttura, sono d'accordo con Messina: l'investimento verde non è marketing, è una necessità che però non ha un ritorno immediato per le aziende, per questo dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter operare".

 

 

 

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