Il comitato "Salviamo Genova e la Liguria" presenta il conto ad Autostrade: 964 milioni

Del comitato fanno parte rappresentanti di tutte le categorie economiche. Il bilancio più pesante è quello dell'autotrasporto che stime alla mano evidenzia un peggioramento del servizio a partire dal crollo del viadotto sull'A6 il 24 novembre 2019

Genova - Duecentotrentuno milioni gli spedizionieri, 154 l'industria manifatturiera e terminalisti, 257 turismo e commercio, 317 autotrasporto, 5 agricoltura: per un totale di 964 milioni. Sono i danni subiti dalle categorie economiche liguri tra perdita di fatturato e maggiori costi sostenuti in seguito ai disagi patiti per i cantieri autostradali in Liguria che da dicembre 2019 a luglio 2020 hanno messo in difficoltà circolazione ed economia, secondo il comitato Salviamo Genova e la Liguria.

Il dossier inviato dopo una serie di confronti un mese fa al ministero dei Trasporti per ottenere i ristori, è in attesa di risposta. Del comitato fanno parte rappresentanti di tutte le categorie economiche. Il bilancio più pesante è quello dell'autotrasporto che stime alla mano evidenzia un peggioramento del servizio a partire dal crollo del viadotto sull'A6 il 24 novembre 2019, con un maggiore costo per le imprese per tempi di attesa più lunghi per le operazioni di distribuzione delle merci e i viaggi per i porti di Genova e Savona, l'allungamento dei percorsi fino a 140 km.

Per le imprese manifatturiere e i terminalisti, il lucro cessante (diminuzione volumi di vendita, riduzione dei volumi di ordine) è stata più pesante (oltre 139 milioni) rispetto al danno emergente (maggiori costi del personale, maggiori costi per la logistica) 14 milioni e mezzo. Per il turismo (dagli alberghi e ristoranti al commercio, dalle attrazioni turistiche ai tour operator) è stato fatto un lavoro intenso per «depurare» i dati dei disagi autostradali dal calo di clienti legato al Covid. Per il turismo alberghiero sono stati paragonati i dati di luglio e agosto 2020 con lo stesso periodo del 2019 depurandoli dall'effetto Covid: le prenotazioni che a giugno iniziavano a crescere si sono fermate proprio con i cantieri, per riprendere solo ad agosto. La perdita del 6% delle presenze risulta imputabile ai cantieri per 110 milioni e 200 mila. Il calo del turismo nelle seconde case ha portato invece ad una perdita di consumi dei turisti di oltre 139 milioni.

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