Giampieri: "Quasi ultimati i lavori della banchina 22, a breve partirà l’appalto per la banchina 27"

“Il nostro sistema portuale ha la fortuna di essere al centro del mare Adriatico e della macroregione adriatico-ionica da cui arrivano grandi opportunità di sviluppo. Ancona è nodo dei collegamenti marittimi con Grecia, Croazia, Albania e porto “core” delle reti Ten-T inserito nel Corridoio scandinavo-mediterraneo".

Ancona - Quali sono i principali progetti in corso nel porto di Ancona? “Il porto di Ancona, dove - spiega il presidente dell’Autorità di sistema del mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri - ogni giorno entrano per lavorare 6.528 persone, è in continua trasformazione. L’Adsp è impegnata a creare infrastrutture coerenti con i mercati di riferimento per agevolare le attività delle imprese nella competizione globale e favorire la nascita di nuova occupazione. Si stanno per concludere i lavori della banchina 22 e a breve partirà l’appalto dei lavori della banchina 27, estensione di 273 metri del primo stralcio di 330 metri della banchina rettilinea, il nuovo polo della logistica dello scalo. Fra le prossime priorità, il nuovo utilizzo delle banchine 19, 20 e 21 al molo Sud dove la demolizione dei silos, scelta dalle imprese e dovuta alle logiche economiche del mercato, ha messo a disposizione una banchina di 420 metri che accoglierà traffico traghetti e merci varie. Altro tema sarà la rinascita dell’area ex Tubimar dopo l’incendio che l’ha colpita, con l’obiettivo di trasformarla nel fulcro della logistica dello scalo. Proseguirà l’iter per il banchinamento del fronte esterno del molo Clementino per accogliere il traffico crocieristico. Progetto di grande rilievo per lo scalo è quello per il raddoppio della capacità produttiva di Fincantieri, che sarà realizzato grazie ad un'importante partnership pubblica e privata, con un investimento di 40 milioni del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, attraverso l’Autorità di sistema portuale, e 40 milioni dell’azienda, per preparare il bacino alla costruzione di navi da crociera di ultima generazione. La sfida di questa trasformazione è aumentare la sostenibilità ambientale, fattore primario della competizione moderna, e la digitalizzazione delle infrastrutture”.


Come procede l’integrazione fra i diversi scali del sistema portuale?

“Fin dall’istituzione dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, abbiamo potenziato il concetto di sistema per superare barriere e campanili e valorizzare le specializzazioni di ogni scalo. Abbiamo organizzato in maniera integrata la security e la sicurezza in tutti gli scali dell’Adsp affiancandola alla digitalizzazione delle procedure di gestione e di rilascio dei titoli autorizzativi di accesso. È stata inoltre sistematizzata la gestione del patrimonio demaniale e tutti i porti del sistema sono stati collegati con il Port community system. I porti sono quindi pronti per affrontare la strategia comune, capace di valorizzarne le specificità, che sarà tracciata nel Piano regolatore portuale”.


Che ruolo svolge il sistema portuale nello shipping dell’Adriatico?
“Il nostro sistema portuale ha la fortuna di essere al centro del mare Adriatico e della macroregione adriatico-ionica da cui arrivano grandi opportunità di sviluppo. Ancona è nodo dei collegamenti marittimi con Grecia, Croazia, Albania e porto “core” delle reti Ten-T inserito nel Corridoio scandinavo-mediterraneo. Ortona è il porto principale dell’Abruzzo, a servizio dei centri produttivi della regione. Gli altri scali svolgono un’importante funzione di supporto allo sviluppo della blue economy”.


Che impatto ha avuto la crisi dell’ultimo anno?
“Questo è un momento decisamente delicato sia da un punto di vista sanitario sia economico. L’emergenza si fa sentire specialmente sui traffici dei passeggeri a causa delle restrizioni nazionali e internazionali. Il traffico commerciale ha tenuto, pur risentendo della situazione, continuando a garantire import e export e il lavoro delle imprese in tutti i porti del sistema. Il post Covid-19 sarà una sfida sia per tutta la comunità sia per l’economia, anche quella portuale. Una sfida che dovremo affrontare tutti insieme puntando su efficienza, flessibilità e, nel porto di Ancona in particolare, polifunzionalità”.


Quali sono i dati di traffico?
“Il traffico passeggeri ha molto risentito della pandemia, per ovvie ragioni e per le restrizioni imposte; nei primi dieci mesi dell’anno il calo complessivo dei passeggeri è stato del 67%, più pronunciato su Pesaro dove la linea veloce per la Croazia ha risentito della ripartenza estiva dei contagi. I traffici commerciali, oltre 11 milioni di tonnellate nel 2019, hanno visto una riduzione complessiva del 19%, principalmente per il calo dei prodott petroliferi. Nel porto di Ortona il traffico ha mantenuto i volumi del 2019”.


Che aspettative avete per il Recovery fund?
“Rappresenta un’opportunità straordinaria per l’economia italiana. Sarà fondamentale il coordinamento dei diversi livelli amministrativi per consentire di realizzare in tempi ristretti gli investimenti programmati, dando un grande impulso all’economia reale e aumentando la competitività della portualità nazionale: parliamo di infrastrutture intelligenti, capaci di portare lavoro durante la loro realizzazione e efficienza e competitività con il loro completamento. Il Recovery fund rappresenta la migliore occasione per accelerare la transizione delle infrastrutture verso due traguardi fondamentali: l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale, assicurando anche occupazione di qualità”.

 

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