"Il successo dei porti adriatici? Dipende anche dalle infrastrutture" / L'INTERVISTA

"La novità del 2021? Apriamo direttamente a Istanbul poiché il successo della nostra Linea che collega l’Italia via Trieste a Istanbul, Izmir e Mersin in Turchia ci impone una organizzazione diretta anche in quel Paese in costante sviluppo”.

Trieste - Qual è il mercato a cui si rivolgono i porti del Nord Adriatico Orientale? E quale quota oggi coprono di questi mercati? “Innanzitutto bisogna considerare che l’Adriatico è un corridoio che estende il Mediterraneo fin quasi al Centro Europa e che al suo estremo ha degli eccellenti porti inseriti in un contesto multinazionale - dice Roberto Vidoni, Managing Director di Autamarocchi SpA -Per molti decenni i confini nazionali ed i blocchi politico economici successivi all’ultimo conflitto mondiale hanno relegato quest’area alla marginalità, limitando la loro influenza alle rispettive regioni in cui erano inseriti ciò è stato particolarmente significativo per i porti di Trieste, Koper e Rijeka. L’allargamento della Comunità Europea con la libera circolazione delle persone e delle merci hanno restituito a questa regione dell’’Alto Adriatico un’antica identità ed ora il mondo del trasporto container guarda, oltre che all’Italia, Slovenia e Croazia in cui sono inseriti questi porti, ad un bacino di traffici che comprendono Baviera, Austria, Ungheria, Slovacchia e Rep. Ceca. Ancora più significativo è il corridoio che dal porto di Trieste collega l’Europa Intera alla Turchia, percorrendo quell’autostrada del mare che è proprio l’Adriatico”.

Esiste un sistema portuale nel Nord Adriatico orientato all’Europa?

“La competizione tra i porti magari non consente la creazione di un unico sistema organizzato ma i successi di ciascun porto con volumi crescenti, unito alle poche miglia di distanza uno dall’altro, favoriscono l’impiego di navi sempre più grandi e frequenti. Si è generato così un circolo virtuoso che ha portato anche al miglioramento del transit time e dell’affidabilità del servizio. Bisogna anche notare che non bastano i fondali, le banchine ed i terminal, il successo di questi porti è legato anche alle buone infrastrutture ferroviarie e stradali e ad una “Port Community” all’altezza dei traffici. Autamarocchi ha avuto la visione strategica di operare direttamente su questi mercati già da molti anni e per questo abbiano le nostre controllate in Austria, Slovenia, Ungheria e Croazia. Devo peraltro constatare con piacere che siamo in costante crescita e che la recente apertura a Vienna, presso il Wien Container Terminal, ha dato ulteriore impulso al nostro business”.

La Port Community dei porti del Nord Adriatico Orientale è attiva su questi mercati?
“Assolutamente sì, e lo vediamo nelle varie promozioni che si sono susseguite di anno in anno nelle varie capitali di questi Paesi con convegni e meetings promossi dalle Port Autority che hanno richiamato centinaia di operatori logistici e gruppi industriali multinazionali. Si è creato un patrimonio di risorse umane e competenze di altissimo livello, multinazionale e multilinguistico che opera trasversalmente in questa immensa area produttiva. Una Port Community che ha saputo riposizionare sui Porti del Nord Adriatico orientale importanti traffici che prima erano terminalizzati esclusivamente nei Porti del Nord Europa. La sfida per i prossimi anni è proprio questa: Spostare altri traffici dal Nord Europa verso quel vantaggioso sistema che è il North Adriatic Gate. Tornando alla nostra realtà, da un lato si evidenzia che i clienti, siamo essi Shipping Company o Global Freight Forwarders, sono gli stessi ovunque ma che ogni Paese ha le sue peculiarità e modalità di servizio e persino codici della strada diversi. Questo ci ha imposto di essere presenti direttamente in ogni Paese per realizzare un buon servizio su mercati molto organizzati e altrettanto esigenti”.

Quali servizi e quale progetto per lo sviluppo?
“Noi siamo da anni inseriti in questo contesto Centro Europeo e Adriatico, come già detto lavoriamo direttamente con nostre organizzazioni a Trieste, Koper, Rijeka, Venezia, Ravenna ma anche ad Ancona e Bari. Siamo anche presenti negli Inland Terminal di Graz, Vienna, e Budapest. Un impegno importante che ci ha premiato con quote di mercato crescenti. La novità 2021? Apriamo direttamente a Istanbul poiché il successo della nostra Linea che collega l’Italia via Trieste a Istanbul, Izmir e Mersin in Turchia ci impone una organizzazione diretta anche in quel Paese in costante sviluppo”.

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