Genova, Signorini: "Il 2021 l'anno della diga e dell'espansione di Fincantieri"

«Non c'è stato tempo di riflettere - racconta Signorini -. Abbiamo avuto il primo anno e mezzo, fino al Morandi, di avvio dell'unificazione e dei programmi, da allora in poi è stata anche tutta una rincorsa. Sono 4 anni, ma da certi punti di vista mi sembra siano passate 4 settimane».

Genova - Sono stati quattro anni vissuti tutti d'un fiato» dice Paolo Emilio Signorini, appena confermato ufficialmente alla guida dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale (Genova, Savona e Vado Ligure) per il secondo mandato consecutivo, in cui vuole portare a casa l'avvio dei lavori della nuova diga del porto di Genova, che consentirà accesso e manovra anche alle navi più grandi, della diga di Vado Ligure e i lavori di accessibilità stradale e ferroviaria oltre alle opere di ambientalizzazione, a partire dall'elettrificazione delle banchine dei terminal passeggeri di Genova e Savona, per ridurre le emissioni. E il 2021 sarà un anno cruciale: «Contiamo di aggiudicare la diga di Genova e l'espansione dei cantieri di Sestri Ponente (il bacino di Fincantieri, ndr): due segnali fortissimi. Sarà un anno di lavoro alla Leopardi, matto e disperatissimo, però questo è l'obiettivo» commenta Signorini. L'esperienza alla presidenza dei due porti dal crollo del ponte Morandi, nel 2018, ha subito un'accelerata.

«Non c'è stato tempo di riflettere - racconta Signorini -. Abbiamo avuto il primo anno e mezzo, fino al Morandi, di avvio dell'unificazione e dei programmi, da allora in poi è stata anche tutta una rincorsa. Sono 4 anni, ma da certi punti di vista mi sembra siano passate 4 settimane». Il crollo del Morandi è arrivato in una fase di forte crescita, poi è partita la ricostruzione, ma ci sono stati i cantieri autostradali a paralizzare il traffico, il maltempo e infine il Covid. Il porto però ha gettato le basi per una vera e propria rivoluzione: «Il programma straordinario degli interventi, da qui a 5, 6 o 10 anni cambierà il volto del porto e della città».

In cima all'elenco delle cose fatte Signorini mette il via alla fusione Sech-Psa con cui il colosso di Singapore che deteneva già la maggioranza del terminal Psa Genova Prà (il principale dello scalo e il primo dell'alto Tirreno), è diventato il maggiore azionista, sempre a Genova, anche del terminal Sech. Poi l'avvio del terminal di Calata Bettolo «che da 20 anni non andava avanti», le proroghe delle concessioni ai grandi terminalisti, la partenza del terminal Apm di Vado Ligure. Bruciano invece le cose non fatte, per «la lentezza dei processi, autorizzativi, di approvazione, progettazione e i ricorsi. Sugli investimenti bisogna essere più rapidi» dice Signorini. Sul ritorno di Costa crociere, che ha chiesto di realizzare a Genova un proprio terminal, Signorini spiega «Come istituzioni liguri riteniamo auspicabile una sinergia fra Msc crociere e Costa Crociere. Non possiamo obbligarli, ma siccome cooperano già in molti altri porti, pensiamo che una sinergia su Genova avrebbe benefici per tutti. Se non sarà possibile cercheremo di accontentare le strategie dei due gruppi separatamente».

Sul fronte dei traffici portuali, causa Covid, il 2021 si chiude in perdita: -15% il totale generale, meno 86% le crociere e -60% i traghetti, sono i dati a fine novembre. «Vuol dire che siamo rimasti in piedi ma abbiamo preso una sventola. Speriamo che con vaccino e cure si riesca nel 2021 a convivere meglio con il Covid. Resta il grande interrogativo su come abbia fatto la Cina a riprendersi così bene»

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