Concessioni, il blitz per scrivere il regolamento

Genova - Non ci sono solamente gli investimenti sulle opere. Nel piano di 153 pagine che Il Secolo XIX-the MediTelegraph ha potuto visionare, c’è anche una parte dedicata alle riforme. Quelle di natura portuale si trovano a pagina 79. E la prima menzionata dal governo e da sottoporre al giudizio dell’Europa, è il regolamento sulle concessioni portuali. È una chimera che già diversi governi hanno provato a inseguire

di Si. Gal.

Genova - Non ci sono solamente gli investimenti sulle opere. Nel piano di 153 pagine che Il Secolo XIX-the MediTelegraph ha potuto visionare, c’è anche una parte dedicata alle riforme. Quelle di natura portuale si trovano a pagina 79. E la prima menzionata dal governo e da sottoporre al giudizio dell’Europa, è il regolamento sulle concessioni portuali. È una chimera che già diversi governi hanno provato a inseguire.

L’ultimo tentativo concreto venne realizzato dall’ex ministro dei Trasporti Graziano Delrio, cassato poi dal Consiglio di Stato. Ora tocca a Giuseppe Conte e al ministero guidato da Paola De Micheli per «dare attuazione alla riforma del 1994, che prevede l’emanazione di un Regolamento sulle concessioni, che stabilisca le condizioni per un affidamento competitivo delle concessioni nei porti» come è scritto nel Piano. Diversi operatori ieri si davano di gomito, perché «per un regolamento delle concessioni basterebbe un decreto, invece il governo ha scelto di inserire il provvedimento nel calderone del Recovery». Bisogna solo vedere se il tentativo sopravviverà alla prossima bozza del piano.

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