Container, la catena degli errori brucia sei miliardi l'anno

Genova - Quelli più clamorosi si vedono e colpiscono pesantemente le tasche degli assicuratori. Se una nave affonda, diventa un caso internazionale e le compagnie che coprono i rischi sono costrette a correre ai ripari, con indennizzi alle persone e alle comunità colpite dal disastro. Ma è solo l’effetto finale, l’ultimo avvenimento di una catena di errori causati magari da una leggera distrazione al momento di caricare il container con la merce

di Simone Gallotti

Genova - Quelli più clamorosi si vedono e colpiscono pesantemente le tasche degli assicuratori. Se una nave affonda, diventa un caso internazionale e le compagnie che coprono i rischi sono costrette a correre ai ripari, con indennizzi alle persone e alle comunità colpite dal disastro. Ma è solo l’effetto finale, l’ultimo avvenimento di una catena di errori causati magari da una leggera distrazione al momento di caricare il container con la merce. Non ci sono però solo gli incidenti più evidenti nel conto che l’assicuratore inglese Tt Club ha pubblicato nel suo rapporto. Alla fine, pallottoliere alla mano, il costo è enorme: ogni anno sei miliardi di dollari vanno in fumo per colpa di un semplice gesto sbagliato. Il faro degli analisti è infatti puntato sulle operazioni di carico e scarico dell’interno dei container.

Basta poco per scatenare un disastro: «Due terzi degli incidenti con danni ingenti alla merce o al mezzo di trasporto - spiega Tt Club nella relazione - sono causati o scatenati da cattive pratiche al momento della movimentazione del carico all’interno del container». A sorpresa non ci sono solo i prodotti considerati pericolosi nella lista nera. Perché su quelli l’attenzione è massima e il personale è addestrato. La minaccia arriva anche dalla merce considerata innocua: «I pericoli non sono limitati solo ai carichi chimici, come quelli utilizzati in vernici, cosmetici, prodotti per la pulizia o fertilizzanti - spiega Michael Yarwood, amministratore delegato di Tt Club -. Un'ampia varietà di beni di consumo tra cui componenti utilizzati nella fabbricazione di prodotti industriali, di elettrodomestici e automobili, se movimentati in modo errato possono causare gravi disastri».

La lista è compilata con la precisione tipica degli assicuratori inglesi: si va dal carbone per barbecue, alle batterie per dispositivi elettronici. Persino «il disinfettante per le mani, la lana, il cotone, le fibre vegetali» devono essere caricati nei container con attenzione particolare. A rendere marmo, granito e altri materiali da costruzione materiale da gestire con particolare cura è certamente il peso elevato, ma - spiegano gli esperti - il pericolo potrebbe essere alto anche con «la farina di pesce e i semi». C’è poi una parte ambientale dell’allarme lanciato dagli esperti. Gli incidenti causati dal carico non corretto di merce all’interno dei container, possono avere un impatto disastroso sull’ecosistema di una comunità: «L'imballaggio deve già essere conforme agli standard di sicurezza e rispettoso dell’ambiente, ma aumentano le richieste di materiali riciclabili e biodegradabili» spiegano ancora gli esperti delle assicurazioni.

Ed è un nuovo capitolo nelle spedizioni, ancora da approfondire. Poi l’attenzione si sposta «con urgenza ai rischi sanitari: evitare la contaminazione da parassiti nel movimento delle merci». C’è anche questo fronte che è meno visibile dei grandi incidenti, ma non per questo meno dannoso: «Dal momento che non tutti gli attori coinvolti nel trasporto vedono fisicamente gli agenti contaminanti, in questo caso si tratta di considerare l'origine dei prodotti che vengono acquistati, il luogo di confezionamento, la stagione e la biologia dei parassiti, la conformità dell'imballaggio richiesto e le condizioni della merce». E' un invito pressante che gli assicuratori rivolgono agli operatori: «Devono essere più consapevoli dei problemi di sicurezza».

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