Genova, prime demolizioni per fare spazio al nuovo waterfront / VIDEO

La nuova arena sarà polifunzionale e modellabile per cambiare configurazione e ospitare, ad esempio, grandi eventi e grandi concerti. Attorno all’area ci sarà anche spazio per un «distretto commerciale tematico» dedicato allo sport, al turismo, alla produzione locale e alla nautica.

Via ai lavori per il Waterfront: prima picconata al Palasport

Genova - Ha ospitato gare di atletica, esibizioni di motocross, eventi quali Euroflora, ma anche concerti di Beatles, Pavarotti, Clapton, Deep Purple, Sinatra, Vasco Rossi solo per citarne alcuni: con la benedizione dell’arcivescovo di Genova, Marco Tasca, e i primi colpi di benna, oggi è partita la demolizione dello storico palasport di Genova, arena coperta inaugurata nel 1962, prima grande tensostruttura realizzata in Europa e tra i più grandi impianti indoor dedicati allo sport costruiti in Italia. In realtà, la struttura non verrà cancellata, ma riqualificata attraverso un iniziale lavoro di smontaggio selettivo e di bonifica. A partire da queste ore, e per circa 2-3 mesi, l’immobile verrà «sbucciato» mettendo a nudo la struttura che sarà uno dei fiori all’occhiello del nuovo Waterfront di Levante progettato da Renzo Piano.

All’interno del palazzetto, scatterà l’eliminazione degli elementi non più utilizzabili, come ad esempio le scale mobili e gli impianti non funzionanti e non a norma. Successivamente si procederà con gli scavi dell’autorimessa interrata che ospiterà 674 posti auto. Subito dopo ci sarà la parte della ricostruzione. La struttura è stata acquistata dai privati di CdS holding per 14 milioni e 250 mila euro. L’investimento complessivo per riqualificare il palasport ammonta a 94 milioni. Il progetto prevede di confermare la vocazione sportiva dell’edificio, realizzando un’arena di circa 5mila metri quadrati per la cui gestione sarà coinvolto anche il Coni: almeno 12 le diverse discipline previste, fino alla serie A degli sport indoor.

L’arena sarà polifunzionale e modellabile per cambiare configurazione e ospitare, ad esempio, grandi eventi e grandi concerti. Attorno all’area ci sarà anche spazio per un «distretto commerciale tematico» dedicato allo sport, al turismo, alla produzione locale e alla nautica. Previsti anche studi di medicina dello sport e benessere e spazi dedicati alla ristorazione. Nelle aree esterne sorgerà un grande parco urbano che proseguirà negli altri lotti del Waterfront di Levante. Sarà sempre CdS a proseguire quest’anno con la riconversione delle altre aree del Waterfront, per le quali ha firmato un preliminare con il Comune da 20 milioni: previsti uffici, residenze, studentato, servizi e ospitalità. Il tutto sarà realizzato seguendo le «stelle polari» della qualità architettonica e della sostenibilità ambientale. L’obiettivo è terminare almeno la parte sportiva nella primavera del 2022. Il vecchio palasport arrivava ad ospitare circa 10.000 spettatori, sviluppandosi su tre piani, con un diametro di 160 metri e una superficie espositiva di circa 31.000 mq. Quella di oggi, in un momento così delicato per il Paese, «è una grande sfida - ha detto Massimo Moretti, general manager di CdS - Qui durante il picco dei lavori saranno impiegati tra gli 800 e i 1000 addetti, in un momento come quello attuale, in cui il Paese ha perso 10 punti di Pil e la crisi continua a mordere: lanciarci in un progetto così importante ci dà energia. Per scala e ambizioni questo progetto ha una valenza internazionale».

E sempre oggi è partito anche l’abbattimento degli altri padiglioni, che ospitavano parte della facoltà di Ingegneria e uffici della Fiera - il C e il D, nonchè l’F - : si tratta di un appalto pubblico da 11 milioni di euro e 4 mesi di lavori, poi sceso ad 8 mln e 700 mila euro. L’impegno complessivo del comune per gli abbattimenti ammonta a 15 milioni. Questi interventi, così come lo scavo dei canali che riavvicineranno il mare a Genova, hanno l’obiettivo di essere terminati nella primavera del 2022.

©RIPRODUZIONE RISERVATA