Genova Ponte dei Mille, i giudici fermano i lavori

Genova - L’obiettivo resta quello fissato da tempo: mettere Ponte dei Mille in condizione di accogliere, nel 2022, la Msc "World Europa", la prima nave da crociera “world class” della compagnia. Un gigante del mare, che il porto genovese potrà ospitare - coronavirus permettendo - solo dopo una serie di dragaggi dei fondali, per consentire l’ingresso di scafi con pescaggio maggiore

di Marco Fagandini

Genova - L’obiettivo resta quello fissato da tempo: mettere Ponte dei Mille in condizione di accogliere, nel 2022, la Msc "World Europa", la prima nave da crociera “world class” della compagnia. Un gigante del mare, che il porto genovese potrà ospitare - coronavirus permettendo - solo dopo una serie di dragaggi dei fondali, per consentire l’ingresso di scafi con pescaggio maggiore. Ma il Tribunale amministrativo della Liguria ha tirato il freno a mano su questa operazione, accogliendo il ricorso di chi ha perso la gara di appalto per eseguire quei lavori. E annullando così il documento con cui, lo scorso ottobre, l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale aveva affidato l’intervento al raggruppamento temporaneo di imprese guidato da Drafinsub srl. Ora è molto probabile che quest’ultima ricorrerà al Consiglio di Stato. L’Autorità incrocia le dita, sperando che i lavori, mai iniziati per l’impugnazione, partano il prima possibile. Per far fare un salto di qualità al potenziale turistico di tutta la città.

«UN SOLO RICORSO»
Al centro del giudizio del Tar Liguria c’è «l’appalto per la progettazione e realizzazione delle opere di consolidamento banchina e abbassamento fondali dell’accosto» a Ponte dei Mille, si legge nel documento dell’esito della gara del 14 ottobre. Il primo di quattro lotti. L’importo base era di quasi cinque milioni di euro.Drafinsub e soci si sono aggiudicati il bando con poco più di tre milioni di offerta. L’operazione rientra nel Programma straordinario di investimenti urgenti del porto, collegato ai fondi per il rilancio dello scalo previsti dal decreto Genova, emesso dopo la strage del Ponte Morandi: «Lo scorso anno abbiamo assegnato lavori per circa 100 milioni di euro, con una ventina di gare - spiega l’ingegner Marco Rettighieri, responsabile di attuazione del Programma - Davanti a questo quadro, un solo ricorso è segno della validità del nostro lavoro».

Può slittare l’arrivo a Genova delle World Class nel 2022? «No, piuttosto scavo io - risponde netto, ma con un sorriso, Rettighieri - Il lotto 1 prevede una durata di 12 mesi, i soli dragaggi di sei. Il Consiglio di Stato, negli ultimi anni, così come altre sedi di Tar, hanno avuto un orientamento diverso da quello ligure sul punto per il quale è stato accolto il ricorso». È evidente che molto dipenderà dalla decisione del Consiglio di Stato, se verrà chiamato a valutare la sentenza del Tar: «L’impugnazione non è ancora ufficiale, ma direi probabile - spiega l’avvocato di Drafinsub, Emanuela Icardi -. Le pronunce del Consiglio di Stato e la normativa europea vanno in un’altra direzione rispetto a quella presa dai giudici genovesi». Ieri Il Secolo XIX-the MediTelegraph ha cercato i legali di chi ha presentato ricorso al Tar, le società Giuseppe Santoro, Zeta, Icam, Spartacus e Scs. Ma senza avere risposta.

IL NODO DEL TAR
Il nodo della decisione del tar Tutto ruota attorno a un colosso da 200 mila tonnellate che in questi mesi è in costruzione nei Chantiers de l’Atlantique a Saint-Nazaire, in Francia. La Msc World Europa sarà lunga 333 metri e alta 68. Perché arrivi sino a Ponte dei Mille, i fondali dovranno essere abbassati. Altrimenti lo scafo toccherebbe quelli attuali. Per questo lavoro e per altre operazioni sulla banchina, è stata bandita una gara. Ma il risultato è stato contestato e il 4 dicembre il Tar ha emesso un’ordinanza per sospendere l’aggiudicazione. In attesa di decidere sul contenuto effettivo del ricorso, con il quale le seconde classificate hanno sollevato alcune accuse.

Per i giudici, il punto cruciale è racchiuso in un termine tecnico: avvalimento. Cercando di semplificare, è un istituto giuridico che riguarda gare e contratti nel settore pubblico. E consente a una società di partecipare a bandi per i quali sono previsti determinati requisiti, anche se questa non li ha. Offrendo quelli messi a disposizione da un altro operatore. Nel caso specifico, questo sarebbe avvenuto per una certificazione di qualità, documento che impegna l’azienda che lo ottiene a seguire determinate regole organizzative. Per il Tar Liguria, l’avvalimento non può riguardare questo genere di requisito. La certificazione non si può “prestare” e i lavori deve farli chi la possiede. Per questo i giudici hanno annullato l’aggiudicazione pochi giorni fa.

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