Beirut, le immagini del porto sei mesi dopo l'esplosione

L’azienda tedesca Combi Lift ha rimosso 52 container contenenti «materiali pericolosi» dal porto di Beirut, devastato da una duplice esplosione sei mesi fa, e li porterà fuori dal Paese.

Beirut - L’azienda tedesca Combi Lift ha rimosso 52 container contenenti «materiali pericolosi» dal porto di Beirut, devastato da una duplice esplosione sei mesi fa, e li porterà fuori dal Paese.

Lo ha reso noto l’ambasciatore tedesco nella capitale libanese, Andreas Kindl, sottolineando come la presenza di simili materiali, «che si sono accumulati nei decenni», erano una «minaccia per la popolazione di Beirut». I container «sono pronti a essere trasferiti» in Germania, ha aggiunto.

Il 4 agosto l’esplosione di 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, confiscate anni prima a contrabbandieri e tenute in un magazzino al porto, ha devastato la zona e una parte della città, provocando 200 morti e centinaia di feriti. La tragedia si è andata a sommare alla gravissima crisi economica che sta attraversando il Paese, alle prese anche con l’epidemia di Covid. Le indagini hanno portato all’arresto di almeno 25 persone, tra cui il direttore del porto e il n.1 dell’autorità doganale ma nessun politico è stato chiamato a rispondere.

L’inchiesta è finita in un’impasse, come è stato denunciato due giorni fa dal presidente francese Emmanuel Macron che ha parlato di situazione inaccettabile.

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