Dai terminal crociere alle Zsl: come si muovono i porti italiani / FOCUS

Zeno D’Agostino è stato nominato dalla ministra Paola De Micheli amministratore unico di Ram, la società pubblica delle Autostrade del Mare. Un assist per D’Agostino arriva adesso dal presidente di Assoporti, Daniele Rossi, che in un’intervista all’house organ del porto di Livorno, “Port News”, auspica il trasferimento di competenze digitali da Uirnet

di alberto ghiara

Porti, prua sulle crociere
Il settore delle crociere è stato uno dei più colpiti dalla pandemia. Le compagnie stanno effettuando viaggi sperimentali, come quello recente di “Msc Grandiosa”, che però vengono definiti investimenti per il futuro. Non si sa ancora quando le attività commerciali potranno riprendere in maniera redditizia. Nel frattempo i porti italiani non smettono di considerare quella delle crociere un’attività che porterà ricchezza. A Manfredonia (Adsp Adriatico meridionale) e Corigliano (Ap Gioia Tauro) si ipotizza addirittura la costruzione di nuovi terminal; a Ravenna, Royal Carribean si è candidata per la concessione di una nuova stazione marittima, da costruire e che sarà aggiudicata in primavera; alla Spezia, Contship è sotto pressione perché lasci liberi spazi per ampliare il terminal crociere a calata Paita; a Genova sono in competizione per un nuovo terminal Msc con l’Hennebique e Costa con calata Gadda; progetti per rafforzare l’accoglienza dei crocieristi sono in corso anche a Cagliari (nel Pot, la riqualificazione del terminal), Messina (aggiudicate le opere per il nuovo terminal passeggeri) e Palermo (si concluderà entro l’estate la ristrutturazione della stazione del 1974).

Da Uirnet a Ram

Lo scorso 29 dicembre Zeno D’Agostino è stato nominato dalla ministra Paola De Micheli amministratore unico di Ram, la società pubblica delle Autostrade del Mare. Un assist per D’Agostino arriva adesso dal presidente di Assoporti, Daniele Rossi, che in un’intervista all’house organ del porto di Livorno, “Port News”, auspica il trasferimento di competenze digitali da Uirnet, società per la realizzazione della piattaforma logistica nazionale, alla stessa Ram.

Cagliari guarda a Taranto
Sindacati e Autorità di sistema portuale della Sardegna hanno trovato un accordo e puntano sul modello Taranto per l’agenzia dei lavoratori portuali cagliaritani. La prossima mossa sarà sensibilizzare il ministero delle Infrastrutture e Trasporti. I sindacati ritengono che la creazione dell’agenzia sia diventata ancora più urgente dopo che l’Asp ha respinto l’offerta di Pifim per la gestione del terminal container di Cagliari. Il terminal quindi adesso è di nuovo sul mercato. «L’unica opzione - afferma William Zonca della Uilt - è il transhipment. Siamo contrari allo spezzatino dell’area». L’unica offerta pendente a Cagliari è quella del gruppo Grendi, ma soltanto per 250 dei 1.500 metri di banchina.

Un privato per l’hub di Gela
C’è una grossa compagnia, ancora anonima, dietro il progetto di hub portuale a Gela. «Non parliamo - ha spiegato Pasqualino Monti, presidente del porto di Palermo, parlando in audizione alla Camera - di un player secondario, ma forse del primo al mondo su una determinata tipologia di traffico». Tuttavia, nonostante la mascherina indossata durante l’audizione, il presidente del porto siciliano non è riuscito a nascondere lo scetticismo rispetto all’utilità pubblica dell’eventuale opera, per la quale, secondo il Comune di Gela, sono necessari 143 milioni di euro. «Credo - ha detto Monti - che la piattaforma si possa sviluppare soltanto se è il mercato a realizzarla, occorrerebbe ragionare con l’interlocutore che sembra essere interessato».

Zls Spezia, parte la richiesta
L’Autorità di sistema portuale del mar Ligure orientale ha inviato alla regione Liguria la richiesta per istituire la Zona logistica semplificata alla Spezia. È la risposta del presidente dell’Adsp, Mario Sommariva, alla disponibilità improvvisamente manifestata dall’assessore regionale ligure alla Portualità, Andrea Benveduti, che aveva detto che «la Regione è pronta per avviare l’iter di istituzione della Zona logistica semplificata anche alla Spezia».

Zona franca a Brindisi
L’Agenzia delle dogane ha approvato la perimetrazione della Zona franca doganale interclusa nella zona di Capobianco, all’interno del porto di Brindisi. Si tratta della seconda di questo tipo in Italia, dopo Venezia e ha un’estensione di 12,6 ettari. Cassa depositi e prestiti è stata incaricata di trovare un terminalista interessato allo sviluppo dell’area.

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