D'Aste: «La lettera degli operatori? Sono opinioni infondate»

Genova - Pensare che società come Psa «si siano fatte imporre alcunché da chicchessia è francamente ridicolo». Giambattista D’Aste, ex segretario dell’Autorità portuale di Genova, contesta la lettera di messa in mora dell’Authority recapitata a mano dai terminalisti al presidente del porto

di A. Qua.

Genova - Pensare che società come Psa «si siano fatte imporre alcunché da chicchessia è francamente ridicolo». Giambattista D’Aste, ex segretario dell’Autorità portuale di Genova, contesta la lettera di messa in mora dell’Authority recapitata a mano dai terminalisti al presidente del porto Paolo Signorini sulla gestione della Culmv dal 2013 a oggi: «Le opinioni giuridiche contenute - prosegue D’Aste - sono una più infondata dell’altra. Per arrivare a darvi qualche consistenza sono arrivati a sostenere che li avremmo sostanzialmente costretti a versare integrazioni alla Compagnia. Non corrisponde al vero. L’Authority non ha mai mancato di operare per risolvere i problemi. E non si è mai prevaricato nessuno. Certo anche che sia un compito con una pressione talvolta altissima, ma che non dipende dalle parti in causa: in porto comanda la merce. Una consegna in ritardo coinvolge migliaia di persone».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti: