La primavera dei porti italiani minori

“L'esplosione, l'anno scorso, dell'emergenza Covid-19 ha generato più traffico sui porti minori", ha detto recentemente il vicepresidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese

Il porto di Marina di Carrara (foto d'archivio)

di Alberto Ghiara

Genova - “L'esplosione, l'anno scorso, dell'emergenza Covid-19 ha generato più traffico sui porti minori", ha detto recentemente il vicepresidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, commentando il parere favorevole (con prescrizioni) che il Consiglio superiore dei Lavori pubblici ha espresso nei confronti del progetto di fattibilità tecnico-economica per la riqualificazione del porto alti fondali di Manfredonia.

Il porto di Manfredonia è al centro dell’interesse di un gruppo privato, Seasif, che dichiara di volerne sfruttare il potenziale per un progetto di sviluppo industriale, per un investimento da 300 milioni di euro. Ma sembra davvero che in tutta la penisola i piccoli porti abbiano acquisito un dinamismo prima sconosciuto. Secondo Ugo Patroni Griffi, presidente dell’Autorità di sistema del mare Adriatico meridionale (che comprende Bari, Brindisi, Manfedonia e altri porti minori), la causa non è il Covid (“l’effetto della pandemia è stato diverso a seconda degli scali. Barletta, che è un porto di idrocarburi, ha risentito del calo dei consumi”), ma il successo della riforma che ha istituito i sistemi portuali: “Manfredonia si è sviluppata con l’ingresso nell’Autorità di sistema. Si sono rimosse le incrostazioni che frenavano i traffici e c’è più efficienza anche amministrativa”.

Adesso bisogna vedere se a questa vitalità corrisponderà un interesse duraturo del mercato.Fatto sta che i progetti non mancano, non soltanto a Manfredonia. A Monfalcone l’Autorità di sistema portuale del mar Adriatico orientale ha appena concluso l’acquisto degli ultimi terreni del porto che ancora le mancavano. A Civitavecchia il neo presidente Musolino ha presentato i piani di crescita dei porti di Gaeta e Fiumicino, il primo più indirizzato al diporto e il secondo al settore ittico. In Sicilia il sottosegretario alle Infrastrutture, Cancelleri, sponsorizza la creazione di un grande hub a Gela, che secondo il presidente del porto di Palermo, Pasqualino Monti, interesserebbe a un grande operatore marittimo. Addirittura negli scorsi mesi si era creata una rivalità fra Gela e Marsala, quando sembrava che la Regione Sicilia preferisse quest’ultima per la creazione del fantomatico hub logistico.

Nel porto di Vasto è arrivata nei giorni scorsi la nave dei record: un'unità lunga 175 metri che è la più grande mai entrata nello scalo abruzzese. Vasto è stato anche al centro di una querelle campanilistica in occasione della presentazione del Piano di resistenza e resilienza, quando è emerso che l’Autorità di sistema del mar Tirreno centrale, che ha sede a Ancona, nel 2019 aveva avallato un piano di sviluppo dei porti abruzzesi, come Vasto e Pescara. Niente di strano, visto che l’Authority ha competenza interregionale, ma tanto è bastato per scatenare l’ira degli esponenti dell’economia marchigiana, che temono di perdere centralità.

In Calabria è il porto di Corigliano che sta sviluppando un progetto per un grande terminal crocieristico. Lo scalo dipende dall’Authority che ha sede a Gioia Tauro, che sta diversificando le sue funzioni con la realizzazione di un bacino per le riparazioni navali e di strutture per il traffico intermodale, ma che non ha certo la vocazione turistica. Ma all’interno del sistema comunque è utile alimentare anche questa vocazione. E il piccolo porto di Marina di Carrara, che prima faceva Authority a sé, sembra aver acquisito maggiore progettualità e attrattiva da quando è entrato nello stesso sistema della Spezia. Il piano regolatore portuale, che era stato bocciato nel 2015, è stato ripresentato secondo linee che sono scaturite da un maggior confronto con il territorio. Anche il porto industriale di Manfredonia rinasce adesso dopo un tentativo fallito fra 2002 e 2009. “In tutti questi porti - chiosa Patroni Griffi, che guida uno dei sistemi portuali più ampi e articolati - c’è una programmazione di opere pubbliche imponente”.

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