«Genova, più trasparenza in porto»

Genova - A un certo punto, raccontano, i toni si sono fatti persino coloriti. Il clima è cambiato nel palazzo che governa i porti di Genova e Savona. E ancora ieri nei corridoi si commentava lo show andato in scena nel corso del primo vero comitato portuale del “Signorini bis”

di Simone Gallotti

Genova - A un certo punto, raccontano, i toni si sono fatti persino coloriti. Il clima è cambiato nel palazzo che governa i porti di Genova e Savona. E ancora ieri nei corridoi si commentava lo show andato in scena nel corso del primo vero comitato portuale del “Signorini bis”, quello che ha sancito l’inizio del secondo mandato da presidente del porto. Così i tre membri del comitato di gestione hanno partorito una lettera di cinque richieste al presidente e al segretario generale, firmate da tutti e tre, Giorgio Carozzi, Andrea La Mattina e Rino Canavese che rappresentano rispettivamente il Comune di Genova, la Regione e il territorio di Savona. Il pressing dei tre è soprattutto sulla trasparenza, anche se al punto uno chiedono all’Authority «accurata e documentata relazione e fotografia dei servizi ispettivi sulla sicurezza del lavoro nei porti». Un assist ai sindacati. E poi un paio di colpi al palazzo: «Richiesta di avere a disposizione il verbale delle sedute del Comitato in tempo reale; Richiesta di avere a disposizione le delibere con largo anticipo; Richiesta che verbali delle sedute e ogni altra notizia connessa all’attività e alle decisioni del Comitato vengano divulgati sul sito web dell’Adsp nella massima trasparenza, chiarezza e tempestività».

Tre punti che però hanno trovato l’opposizione dell’Authority, perché sulle delibere che riguardano le concessioni, spesso ci sono dati sensibili degli operatori. Ma è altrettanto chiaro - è il senso del ragionamento opposto - che si tratta di provvedimenti di un ente pubblico che gestisce un bene delle collettività. Uno scatto in avanti è arrivato anche con la «dichiarazione di rinuncia ai gettoni di presenza da parte dei tre rappresentanti in Comitato e relativa pubblicizzazione sul sito dell’Authority». In verità il gettone previsto con la nuova riforma dei porti è poca cosa - poche decine di euro a seduta - e per i pensionati è già ridotto a zero. Ma la mossa è soprattutto politica, come sottolineato dall’enfasi alla pubblicizzazione. Non è l’inizio di uno scontro in porto tra l’organo di governo e quello di consiglio, ma potrebbe essere l’avvio di una fase diversa.

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