Porti e decarbonizzazione, anche il propano avrà un ruolo pesante / Focus

La necessità di ridurre il livello delle emissioni nel settore portuale internazionale è sempre più forte e, secondo quanto riferisce l’Epa (Environmental Protection Agency), il passaggio ad un carburante più pulito rappresenta una delle strategie maggiormente efficaci a questo scopo

Genova - Il mondo dello shipping è costantemente alla ricerca di forme energetiche alternative che possano soddisfare sia la necessità imperativa di ridurre il livello delle emissioni, nell’ottica della sostenibilità ambientale, sia gli aspetti economici. Il propano – gas incolore e inodore - può essere utilizzato su una vasta gamma di applicazioni portuali: tra queste i trattori, i muletti, i veicoli di servizio, gli shuttle e anche piccole imbarcazioni.

La necessità di ridurre il livello delle emissioni nel settore portuale internazionale è sempre più forte e, secondo quanto riferisce l’Epa (Environmental Protection Agency), il passaggio ad un carburante più pulito rappresenta una delle strategie maggiormente efficaci a questo scopo. Il diesel è tradizionalmente conosciuto come uno dei carburanti più indicati e utilizzati per alimentare le operazioni “pesanti” che si effettuano nei porti per garantire l’efficienza delle operazioni di carico e scarico, movimentazione e trasporto. Tuttavia va rimarcato che esistono fonti energetiche più pulite, con un livello di produzione di emissioni decisamente più basso, come appunto il propano: queste, se applicate all’operatività portuale, possono offrire significativi vantaggi in termini economici e ambientali allo stesso tempo, garantendo la potenza necessaria per mantenere le azioni in pista senza abbassare il livello della performance operativa. Il propano è un carburante per motori molto affidabile, utilizzato nel settore dei trasporti sia su veicoli che operano su strada sia per altri macchinari, versatile al punto di poter essere usato anche sulle applicazioni marine. Come anticipato, il propano può essere impiegato per una vasta gamma di applicazioni portuali. Il potenziale di miglioramento è ampio: l’analisi relativa alla scelta di un carburante alternativo prevede, infatti, non solo la verifica dei vantaggi misurabili sui livelli di inquinamento atmosferico in porto ma anche altri aspetti, quali l’impatto negativo che il carburante potrebbe avere sulle persone. Secondo le stime messe a punto dall’Epa, negli Stati Uniti sarebbero circa 39 milioni le persone che vivono nei pressi dei porti marittimi: tutte queste persone possono essere esposte all’inquinamento prodotto dai motori diesel e, quindi, essere potenzialmente a rischio di sviluppo di forme asmatiche, disturbi cardiaci e altre serie problematiche di salute. Tutto questo rende ancora più prioritaria la necessità di porre un freno all’uso dei carburanti fossili e fa sì che il propano possa essere considerato una valida soluzione per migliorare la qualità dell’aria all’interno e nelle vicinanze dei porti.

Essendo “non-tossico”, il propano non contamina l’atmosfera, la terra e nemmeno le risorse idriche con le quali viene a contatto. Diversamente il gasolio e il diesel possono danneggiare le falde acquifere, con tutto ciò che questo può comportare. Ma non solo: molte Autorità portuali pensano che per abbassare il livello delle emissioni sia indispensabile procedere con l’elettrificazione delle attrezzature e non sono consapevoli che il propano potrebbe essere una soluzione ancora più pulita, se si considera in particolare il ciclo di vita delle emissioni. Secondo i dati forniti dal Propane Education & Research Council (Perc), utilizzare questo carburante produrrebbe una diminuzione pari al 43% delle emissioni di gas serra rispetto all’impiego di una quantità equivalente di elettricità generata dal “grid” americano

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