Gli occhi del Qatar sul porto di Cagliari

Cagliari - C’è l’interesse della società QTerminals, operatore portuale internazionale con base nel Qatar, verso il terminal container del Porto Canale di Cagliari. Questa settimana una delegazione qatariota ha compiuto una visita tecnica e incontrato i vertici dell’Autorità portuale del Mare di Sardegna, che da tempo cerca un nuovo concessionario per il porto industriale, in modo da rilanciare il traffico e l’occupazione

Cagliari - C’è l’interesse della società QTerminals, operatore portuale internazionale con base nel Qatar, verso il terminal container del Porto Canale di Cagliari. Questa settimana una delegazione qatariota ha compiuto una visita tecnica e incontrato i vertici dell’Autorità portuale del Mare di Sardegna, che da tempo cerca un nuovo concessionario per il porto industriale, in modo da rilanciare il traffico e l’occupazione. 

Il dialogo, avviato lo scorso autunno, è supportato da Invitalia in coordinamento col ministero dello Sviluppo economico. È coinvolta anche l’ambasciata italiana nel Qatar, col sostegno di Ice e dell’ambasciata qatariota in Italia: «QTerminals è lieta di continuare le proprie valutazioni e analisi nelle prossime settimane», fanno sapere, tramite l’Autorità portuale della Sardegna, Nadeem M. Mian, direttore commerciale della società, e il capitano Mrityunjay Dhawal, direttore operativo di QTerminals, che hanno guidato la delegazione: «Siamo in ogni caso rimasti favorevolmente colpiti dall’infrastruttura e dalle sue potenzialità». «Vista delicatezza del momento», spiega Massimo Deiana, presidente dell’Adsp del Mare di Sardegna, «ritengo opportuno mantenere il massimo riserbo e non diffondere ulteriori dettagli sull’iter. Saluto favorevolmente questa visita, mantenendo un cauto ottimismo».

Di "cauto ottimismo" parlano anche alla Uiltrasporti Sardegna: «Cagliari ha le caratteristiche per diventare un porto di riferimento del trasbordo nel Mediterraneo - dice il segretario generale William Zonca -. Attendiamo i passi formali di QTerminals o di eventuali altri investitori per dare prospettive future non solo ai lavoratori ma all’intera economia della Sardegna. Come Uiltrasporti sosterremo i progetti validi sul transhipment di qualsiasi investitore che voglia creare economia, sviluppo e occupazione nel nostro territorio, augurandoci che questo possa finalmente risolvere il problema occupazionale e sociale che i lavoratori e il territorio patiscono da oltre due anni. La Uiltrasporti ha sempre ragionato su piani industriali che possano dare sviluppo, occupazione e investimenti, ma riteniamo che raggiungere questo obiettivo sia possibile, oltre che con la presenza di un serio terminalista, anche con il sostegno da parte del governo, dell’Autorità di Sistema portuale e della Regione, che devono convogliare tutte le energie per far ripartire il sito produttivo del porto industriale come terminale contenitori. Continuiamo a ritenere che l’Agenzia per i lavoratori del transhipment sia adesso ancora più indispensabile, per far sì che le professionalità acquisite non vengano disperse, ma formate e tenute aggiornate, e per consentire al futuro concessionario di programmare un programma di riassorbimento, compatibile con il Piano industriale, che auspichiamo di poter valutare quanto prima».

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