«Gioia Tauro Autorità di sistema: ora cinque anni da recuperare» / L'INTERVISTA

Gioia Tauro - Il porto di Gioia Tauro volta pagina. Sparisce l’Autorità portuale e al suo posto nasce l’Autorità di sistema del Basso Tirreno e dello Ionio. A traghettare il cambiamento è il già commissario Andrea Agostinelli, appena nominato presidente della futura Authority. Il cambiamento non sarà soltanto di gestione

di Alberto Ghiara

Gioia Tauro - Il porto di Gioia Tauro volta pagina. Sparisce l’Autorità portuale e al suo posto nasce l’Autorità di sistema del Basso Tirreno e dello Ionio. A traghettare il cambiamento è il già commissario Andrea Agostinelli, appena nominato presidente della futura Authority. Il cambiamento non sarà soltanto di gestione. Agostinelli ha lavorato per passare da uno scalo monofunzionale dedicato al transhipment a un insieme di scali in cui convivano diverse funzioni: container, auto e cantieristica navale a Gioia Tauro, crociere, diporto, pesca e altro distribuiti fra Corigliano, Crotone e la new entry, Vibo Marina, prossima a essere inglobata. «Abbiamo lavorato - spiega Agostinelli - all’adeguamento tecnico funzionale dei piani regolatori portuali di Crotone e Corigliano. Negli anni passati ci siamo concentrati a risolvere la crisi di Gioia Tauro. Da circa un anno ci siamo volti allo sviluppo complementare degli altri porti».

Che sviluppo avranno?
«A Crotone nel porto commerciale vogliamo dedicare spazi a cantiere, pesca, ma anche crociere, yacht da diporto. A Corigliano quest’anno abbiamo avuto 12 navi da crociera: nella pianificazione triennale abbiamo una banchina nuovissima, investimento che col piazzale arriverà a circa 11 milioni di euro. A Vibo c’è il diporto, ma anchegli idrocarburi. Arrivano navi poco capienti perché dobbiamo risolvere un problema di insabbiamento dell’imboccatura».

Ci sarà integrazione fra i porti?
«Abbiamo già contattato alcune università perché appena diventeremo Autorità di sistema redigeremo il documento di pianificazione strategica, che prelude al piano regolatore. Abbiamo già le lettere per chiedere alle amministrazioni locali i rappresentanti del board. Abbiamo cinque anni di ritardo rispetto agli altri».

Che impegno avete col Pnrr?
«Stiamo già effettuando la progettazione esecutiva sia per la parte trasportistica, sia per la coesione. Spenderemo 13,5 milioni di urbanizzazione. Poi abbiamo bisogno di lavori sulle ferrovie: 58 milioni per la galleria a Paola per il transito dei nostri convogli. Inoltre dal 17 giugno è finita la sperimentazione con le pilots unit assegnate che ci consente di far entrare anche di notte le navi da 400 metri. Ci è costato l’investimento sui fondali, oltre alle pilotine. Stiamo rifacendo gli asfalti del ciclo banchina per tre chilometri. Il concessionario ha rifatto i piazzali a monte per i container. Il terminal ha perso un po’ di produttività nei primi mesi del 2021, ma tornano le navi da 400 metri: avremo fine anno in crescita».

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