Assoporti, nove proposte per lo sviluppo delle crociere

Roma - Nove punti per definire le traiettorie di sviluppo della portualità crocieristica italiana. Li indica Assoporti, l’associazione che riunisce le Autorità di sistema portuale italiane, che ha elaborato con la società di consulenza Risposte Turismo un rapporto sulle nuove priorità e i nuovi equilibri nel settore

Roma - Nove punti per definire le traiettorie di sviluppo della portualità crocieristica italiana. Li indica Assoporti, l’associazione che riunisce le Autorità di sistema portuale italiane, che ha elaborato con la società di consulenza Risposte Turismo un rapporto sulle nuove priorità e i nuovi equilibri nel settore. La prima indicazione è la pianificazione (strategica) nazionale: si tratta di superare l’attuale modello di competizione «a schema libero» per cercare - pur nella assoluta autonomia di ciascun soggetto - un maggior coordinamento puntando ad una maggiore specializzazione per far crescere la competitività dell’intero sistema nazionale e non unicamente quella del singolo scalo.

Secondo punto sono esecuzione e semplificazione: i progetti vanno pensati, pianificati, dotati di adeguate risorse, sviluppati e completati (e possibilmente monitorati nel loro rispondere agli obiettivi di partenza). È nei tempi di sviluppo dei progetti e di realizzazione degli interventi che si rileva uno degli anelli deboli da superare. La ricerca della semplificazione si inserisce in questo orientamento. Terzo aspetto sono i porti: alcuni più di altri potrebbero meritare un surplus di attenzione. Da una parte i porti-chiave (quelli che potrebbero essere considerati principali per varie ragioni) e dall’altra i prospect (quelli che, tra chi oggi presenta bassi livelli di traffico, hanno più margini di crescita).

Questo punto necessita naturalmente di una forte collaborazione e partecipazione da parte dei territori locali e regionali in cui ricadono i porti. Quarta esigenza è uscire dalla trappola della rincorsa a volumi di traffico come unica traiettoria di crescita, dando più rilevanza ad altri obiettivi. Ma può esserci spazio anche per crescere quantitativamente, a patto di creare le migliori condizioni per accogliere e gestire questo eventuale aumento. Quinto punto è l’economia circolare e la prospettiva al 2030: «L’ambizione è quella di essere protagonisti a tutto campo nell’erogazione di servizi ispirati all’economia circolare».

C’è poi il tema degli approvvigionamenti energetici: «Non si tratta solo delle dotazioni che consentano nuove (diverse e combinabili) soluzioni di alimentazione delle navi in banchina - dicono da Assoporti - ma di un processo più esteso che riguardi sin dall’origine la sostenibilità delle fonti energetiche o l’essere rinnovabili». Altri temi sono quello delle filiere e lavoro locali («bisogna impegnarsi per assicurare uno spazio maggiore alle filiere e al lavoro locali») e l’indirizzo turistico dei territori («favorire e incentivare le relazioni tra tutti i soggetti interessati e gli operatori del comparto, così come farsi trovare interlocutori non solo pronti ma attivatori del dialogo»). Infine, promuovere il comparto: «Spetta anche ai porti contribuire a promuovere il comparto, con le sue specificità, necessità e contributi».

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