Ecco come cambierà il volto dei tre porti liguri / FOCUS

Genova - Il volto dei porti liguri sta cambiando da tempo e nelle ultime settimane c’è stata una rapida accelerazione che porterà La Spezia, Genova e Savona, ad una rivoluzione. Sono stati segnati i primi passi, ma il disegno complessivo è chiaro

di Simone Gallotti

Genova - Il volto dei porti liguri sta cambiando da tempo e nelle ultime settimane c’è stata una rapida accelerazione che porterà La Spezia, Genova e Savona, ad una rivoluzione. Sono stati segnati i primi passi, ma il disegno complessivo è chiaro: razionalizzare per diventare uno dei primi sistemi portuali d’Europa.

LA MOSSA DI MSC E SPINELLI
Lo sbarco del comandante Gianluigi Aponte a un vertice a sorpresa in Regione con Paolo Signorini, numero uno dell’Authority, il sindaco Marco Bucci e il governatore Giovanni Toti, è servita per lo scatto in avanti sulla strategia per sviluppare le banchina di Sampierdarena. Perché Msc ha ribadito che sotto la Lanterna dovranno essere movimentati i container. È la naturale vocazione di quello spazio che da Calata Bettolo va sino al terminal Spinelli. E si inserisce nel grande piano di specializzazione dei porti che sta prendendo corpo. I due big dello shipping sono già alleati proprio nella gestione del terminal Rinfuse e ora progettano un’espansione anche su calata Concenter, lo specchio acqueo davanti all’ex centrale Enel.

È su questi due capisaldi che si fonda l’alleanza tra i due terminalisti e che ha fatto partire la rivoluzione di Sampierdarena. L’accelerazione arriva anche dai cantieri che miglioreranno l’accessibilità su Calata Bettolo sia per i camion che sul fronte ferroviario con la galleria di Molo Nuovo i cui lavori sono iniziati il 15 luglio. Si va quindi profilando la banchina unica da Calata Canzio all’ex Idroscalo che diventerà realtà quando sarà costruita la nuova diga di Genova: «La rivoluzione nel porto di Sampierdarena è una delle opportunità strategiche che avevamo preventivato all’avvio dei lavori che ci consentiranno di migliorare l’accessibilità di quelle banchine - spiega Signorini - Quando Msc ha ottenuto la concessione su calata Bettolo, era già chiaro il disegno. Allo stesso modo quando c’è stata l’alleanza tra i due terminalisti su Rinfuse. Ed è per questo, per una questione di prospettiva e razionalizzazione, che è stata concessa la facoltà di movimentare anche i container oltre alle rinfuse. La razionalizzazione serve ai nostri porti, sia a Genova che a Savona, perché se resti frammentato è difficile poi rimanere con forza sul mercato».

IL FUTURO DI SAVONA
Il masterplan da 100 milioni, anticipato dal Secolo XIX alcune settimane fa, prevede una serie di interventi rilevanti. Lo schema generale prevede il potenziamento della ferrovia per la piattaforma container di Vado così da migliorare l’accessibilità del terminal. E poi l’elettrificazione del terminal passeggeri che consentirà alle navi da crociera di Costa di eliminare le emissioni in porto. La specializzazione dello scalo di Savona potrebbe diventare la movimentazione delle rinfuse. Se Genova progressivamente vira sui container, le banchine di ponente potrebbero diventare strategiche e permetterebbero alla funivia di rinascere con una nuova funzione, come peraltro previsto proprio dal masterplan.

LA SPEZIA IN CHIAVE GREEN
Sono bastati 5000 metri quadrati per dare avvio alla Spezia, ad un «accordo storico». La restituzione di quelle aree di Calata Paita da parte del terminalista Lsct all’Authority guidata da Mario Sommariva, accelereranno il piano di trasformazione dello scalo a partire dal waterfront. Il piano prevede che dal 1 gennaio 2022 i 5000 metri quadrati vengano restituiti alla città e dal 1 settembre dello stesso anno vengano aggiunti altri 1500 metri quadrati così da consentire l’avvio dei lavori del nuovo molo triangolare per l’attracco delle navi passeggeri. È un’opera inserita nel Pnrr e quindi i cantieri dovranno terminare entro il 2026. Un altro tassello verrà aggiunto a settembre 2023, quando Lsct restituirà i restanti 41 mila mq per consentire la piena realizzazione del waterfront: «Tra due anni si potranno vedere i primi, sostanziali risultati per il lancio dei traffici in chiave ecocompatibile» ha spiegato il presidente del porto Sommariva.

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