Cina, frena l’indice Pmi manifatturiero. Colpa della variante Delta e dei costi delle materie prime

E’ stato diffuso anche l'indice Pmi manifatturiero ufficiale che ha evidenziato a luglio un calo a 50,4 da 50,9 di giugno, sotto quota 50,8 ipotizzata alla vigilia dai mercati

Shanghai

Pechino - L'indice Pmi manifatturiero monitorato dalla rivista Caixin ha segnato a luglio in Cina una frenata a 50,3, a fronte di 51,3 di giugno, mancando le stime degli analisti a quota 51 e attestandosi ai minimi da aprile 2020: il trend ha scontato l'ondata di variante Delta nel Paese, i maggiori costi delle materie prime e il maltempo che ha flagellato soprattutto le province centrali. La produzione è cresciuta ai ritmi minimi degli ultimi 16 mesi, mentre l'export ha tenuto restando stabile e l'occupazione è risultata poco variata. Quanto alle previsioni, la fiducia è al punto più basso degli ultimi 3 mesi sia sui timori della durata della pandemia a livello globale sia per le incertezze sul ripristino della supply chain.

Domenica, invece, è stato diffuso l'indice Pmi manifatturiero ufficiale che ha evidenziato a luglio un calo a 50,4 da 50,9 di giugno, sotto 50,8 ipotizzato alla vigilia dai mercati. Si tratta, secondo l'Ufficio nazionale di statistica, del passo più lento da febbraio 2020 per la variante Delta emersa a Nanchino, per il rialzo dei costi delle materie e le pesanti alluvioni. Le stesse motivazioni hanno influito sull'indice Pmi non manifatturiero sempre di luglio, sceso a 53,3 a luglio da 53,5 di giugno, ai minimi degli ultimi 5 mesi. 

©RIPRODUZIONE RISERVATA