Agente marittimo morto nel porto Ancona, chiesto il processo per il comandante della nave

L'uomo, che ha lasciato moglie e due figli, era dipendente della società 'Adriano e Armando Montevecchi snc' e si trovava alla banchina numero 23 della nuova darsena del porto

Il porto di Ancona

Ancona - La Procura di Ancona ha chiesto il processo per Andriy Dolgushyn, il 53enne nato in Russia ma cittadino ucraino comandante della nave battente bandiera portoghese 'M/N BF Philipp' nei pressi della quale il 10 giugno 2019 un agente marittimo di 33 anni, Luca Rizzieri, morì dopo essere stato colpito da un cavo spezzatosi durante la manovra di attracco al porto dorico.

Secondo l'accusa la velocità era eccessiva e la cima era completamente usurata. A conclusione delle indagini preliminari, il pubblico ministero della Procura anconetana titolare del procedimento penale, Rosario Lioniello, ha chiesto il rinvio a giudizio e, riscontrando la richiesta, il Gip del Tribunale, Paola Moscaroli, con atto del 16 luglio 2021 ha fissato per il 9 novembre l'udienza preliminare di un processo dal quale i familiari della vittima, che sono assistiti da Studio3A, "si aspettano finalmente verità e giustizia".

L'uomo, che ha lasciato moglie e due figli, era dipendente della società 'Adriano e Armando Montevecchi snc' e si trovava alla banchina numero 23 della nuova darsena del porto in attesa di iniziare le operazioni di scarico del naviglio che, proveniente dallo scalo di Trieste, stava attraccando, quando all'improvviso è stato colpito sulla parte destra del collo da una delle due estremità del primo cavo di ormeggio (spring di prora) dell'imbarcazione in questione che, in tensione, si è spezzato al momento dell'aggancio: una 'frustata' terribile che non gli ha lasciato scampo, è deceduto sul colpo.

La Procura marchigiana ha subito aperto un fascicolo iscrivendo inizialmente quattro persone nel registro degli indagati: oltre al comandante della 'M/N BF Philipp', anche il pilota della stessa e i due datori di lavoro dell'agente marittimo, ma nel corso degli accertamenti, condotti con l'ausilio della Capitaneria di Porto, la posizione degli ultimi tre è stata stralciata non avendo il magistrato riscontrato a loro carico responsabilità penali rilevanti nella produzione dell'incidente e tali da essere sostenute in giudizio, contrariamente a quelle rilevate invece in capo a Dolgushyn.

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