“Civitavecchia sempre più leader nelle crociere. Ma le istituzioni rispettino gli impegni” / INTERVISTA

“Ancora oggi non è arrivato alcun tipo di ristoro o di aiuto per le perdite subite dallo stop dei traffici passeggeri, nonostante le rassicurazioni ricevute e secondo quanto previsto dai vari provvedimenti che hanno stabilito, fin da marzo 2020, le misure di sostegno a causa del Covid”

Pino Musolino

di Matteo Martinuzzi

Civitavecchia – In occasione della ripartenza delle crociere di Norwegian Cruise Line da Civitavecchia abbiamo avuto la possibilità di scambiare a bordo di Norwegian Getaway quattro chiacchiere con Pino Musolino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale.

Come avete contribuito alla ripresa dell'industria crocieristica dopo mesi di fermo delle flotte?
“Non è un caso se - a livello globale - le crociere siano ripartite proprio da Civitavecchia, fin dal mese di febbraio. Qui è stato applicato per la prima volta un protocollo sperimentale, anche per le escursioni a terra nella cosiddetta "bolla", che poi è diventato un modello per tutte le compagnie crocieristiche. Nel frattempo, abbiamo garantito spazi e banchine per la sosta inoperosa delle navi e anche l’organizzazione dei controlli e dei servizi a terra è stata molto efficiente e sicuramente ha offerto ai passeggeri la percezione di quella sicurezza e tranquillità necessarie per chi in questo momento decide di regalarsi una crociera. La ripresa rappresenta, in particolare per il Porto di Roma, ma più in generale per tutta la portualità e direi per l’economia nazionale, un elemento di speranza e di voglia di riprendere a vivere, a lavorare, a viaggiare”.

Come avete gestito la vaccinazione degli equipaggi e che difficoltà avete dovuto sostenere?
“Quando è cominciata la campagna vaccinale abbiamo agito proattivamente mettendo a disposizione della Asl Roma 4 una struttura nel porto dove realizzare un hub vaccinale a servizio dello scalo, della città e del territorio. Poi, abbiamo dato una svolta con una seconda fase che riguarda i marittimi, ossia coloro che vivono e lavorano in mare. In particolare quelli imbarcati sulle navi da crociera proprio perché, essendo nella “bolla” del protocollo sanitario, incontrano maggiori difficoltà a scendere a terra. Per loro ci siamo adoperati affinché si procedesse alla vaccinazione direttamente a bordo, primo caso a livello europeo e probabilmente anche mondiale. Questo è un grande esempio di collaborazione sinergica tra istituzioni e siamo orgogliosi che questo modello virtuoso sia partito da Civitavecchia, dal porto di Roma, e dall’Italia, dopo che abbiamo lavorato duramente per creare le migliori condizioni possibili per il riavvio delle operazioni crocieristiche nei nostri porti e per prenderci piena cura dei membri dell'equipaggio e dei marittimi. Le difficoltà maggiori sono state di ordine burocratico, per consentire la vaccinazione di persone di ogni nazionalità, anche extra europea, ma la collaborazione con le autorità sanitarie, con la Asl e l'Usmaf in particolare, ha consentito di creare un "pilota" che potrà essere utilizzato anche in altri porti”.  

Quali navi sono state coinvolte in questo programma?

“Tutte le compagnie si sono da subito dimostrate interessate a vaccinare il proprio equipaggio. La prima nave che ha potuto accedere alle vaccinazioni di tutto il “crew”, a cui è stato somministrato il vaccino monodose Johnson & Johnson, è stata la Norwegian Epic, a cui sono seguite a stretto giro Marina e Seven Seas Navigator. Successivamente si è proceduto con altre unità e altre compagnie di crociera che hanno sostato nel nostro scalo come Virgin, MSC, Costa Crociere, Royal Caribbean e altre ancora”.

Prevedete di proseguire con questa operazione nei prossimi mesi?

“La campagna vaccinale per i marittimi nel porto di Civitavecchia continua a pieno ritmo ed è nostra intenzione, con la collaborazione di Asl e Sanità Marittima, continuare in modo costante in modo tale da dare un’ampia copertura vaccinale a tutti quei marittimi che approdano nel nostro scalo. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a vaccinare circa 16.000 marittimi di ogni nazionalità”. 

Cosa vi aspettate dalle istituzioni per sostenere la ripresa dell’attività crocieristica nel vostro porto?
“Il porto di Civitavecchia, essendo leader italiano ed europeo insieme a Barcellona nel settore crocieristico, è stato quello maggiormente danneggiato dalla pandemia. Nel 2020 abbiamo perso oltre il 90% dei passeggeri e nel 2021 probabilmente la perdita rispetto al periodo pre-covid sarà più o meno nello stesso ordine di grandezza, con la conseguenza che queste entrate per l'Adsp sono sostanzialmente azzerate. Per questo ci aspettiamo quanto promesso dallo Stato. Ancora oggi non è arrivato alcun tipo di ristoro o di aiuto per le perdite subite dallo stop dei traffici passeggeri, nonostante le rassicurazioni ricevute e secondo quanto previsto dai vari provvedimenti che hanno stabilito, fin da marzo 2020, le misure di sostegno a causa del Covid. Ci aspettiamo, in sostanza, che il porto della Capitale non sia lasciato da solo a pagare il prezzo del Covid, rischiando di andare in default. Da parte nostra abbiamo fatto e continuiamo a fare tutto il possibile per ripartire, sotto ogni aspetto. Mi auguro che la politica e le istituzioni facciano la loro parte, riconoscendoci i sostegni necessari”.

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