Il prefetto di Trieste: “Chi sciopera commette un reato”. I portuali scelgono la linea soft: “Non obbligheremo nessuno a fermarsi”

La vera partita comincia dopodomani, se davvero il Clpt avrà la volontà e la forza di paralizzare lo scalo per altri quattro giorni, come annunciato

I portuali triestini in assemblea

Trieste - "E' una manifestazione non autorizzata e chi sciopera fa reato". Il prefetto di Trieste, Valerio Valenti, non usa mezzi termini e il muro dei portuali contestatari sembra incrinarsi. Il fermo "niet" del Coordinamento dei lavoratori (Clpt) che raggruppa alcune centinaia di operai, sembra ora diventato un 'vediamo', al di là delle dichiarazioni ufficiali e roboanti. E in serata, dopo un frenetico susseguirsi di riunioni, il protagonista della mobilitazione, Stefano Puzzer, leader del Clpt, ha aperto l'assemblea del Coordinamento con una dichiarazione di disponibilità: "Se qualcuno vuole andare a lavorare vada, non blocco nessuno". E poi: "Lo sciopero a oltranza lo farà chi vorrà. Domani ci parliamo negli occhi, vediamo se arrivano risposte. È una cosa che dobbiamo fare tutti uniti, o non ha senso stare qui". "Lo sciopero - ha continuato Puzzer - inizia da mezzanotte, noi ci troviamo alle 6 al varco 4. Arriverà in bus gente da tutta Italia, delegazioni di polizia, di vigili del fuoco, tantissimi. Comportiamoci bene, non si beve come al solito. Noi staremo davanti, un corpo unico, di qua e di là. Chi non è del porto non entra. No alle provocazioni".

Sull'apertura del Coordinamento dei lavoratori deve aver pesato, anche, la mancata adesione di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, la sbandierata ma mancata mobilitazione dei colleghi di Genova, Napoli e di altri porti e poi, soprattutto, la richiesta di revoca da parte della Commissione di Garanzia sugli scioperi, che è stato giudicato illegittimo. Nel pomeriggio, poi, il prefetto Valenti ha sgomberato il campo da ogni eventuale dubbio: "Sostanzialmente - ha detto - è una manifestazione presentata come sciopero. Non è stata convalidata dalla Commissione di Garanzia quindi è una manifestazione non autorizzata e che impedisce l'accesso dei lavoratori al porto e blocca l'attività. Si configura cioè come interruzione di pubblico servizio, quindi è perseguibile". Non scatta l'arresto ma la denuncia, almeno per gli organizzatori. Intorno al Clpt non si è stretto il consenso sperato, al contrario si sono esercitate forti pressioni: stamani i presidenti dei gruppi consiliari della Regione Fvg hanno convocato tutte le parti per cercare di trovare un punto d'incontro, mentre in prefettura si svolgeva un altro vertice. Al termine, il portavoce del Coordinamento aveva già manifestato qualche apertura: "Se ci fosse una proroga del Green pass siamo pronti a discutere". Il presidente dell'Autorità portuale, Zeno D'Agostino, amato dai portuali, ha poi fatto un distinguo netto tra i lavoratori, con un'accusa dritta come una freccia: "Se darò le dimissioni sarà per colpa di chi non farà entrare persone a lavorare in porto, il Clpt e Stefano Puzzer. Io mi rivolgo a loro e agli altri". Sminuendo anche il significato dell'iniziativa: "Domani non ci sarà uno sciopero ma una manifestazione che viene spostata dalla città al porto, cui parteciperanno persone che useranno il satellitare per trovare il porto perché non ci sono mai state, e impediranno ad altri di lavorare. Questa non è libertà". E parlando ancora dei promotori dell'iniziativa è stato netto: "Sono entrati in un vortice troppo grande e ora non sanno più come gestire questa situazione". In ogni caso domani si manifesta, ma chi vuole andare a lavorare potrà farlo. La vera partita comincia dopodomani, se davvero il Clpt avrà la volontà e la forza di paralizzare lo scalo per altri quattro giorni, come annunciato. Il volume degli accordi internazionali e del volano economico che il porto rappresenta potrebbe rivelarsi troppo pesante, anche per i robusti portuali.

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