Masucci: “Napoli, lo sviluppo del waterfront deve essere la priorità”

“L’Immacolatella è finita e è da collaudare. Il progetto dei Magazzini generali è agli atti dell’Autorità di sistema, bisogna trovare i finanziamenti e creare la Fondazione”

Umberto Masucci

“Nel suo programma elettorale Gaetano Manfredi ha messo al primo posto l’economia del mare e il porto di Napoli: adesso è il momento di vedere se ai programmi seguiranno i fatti”, afferma Umberto Masucci, presidente dei Propeller Clubs partenopeo e nazionale. Manfredi su quel programma nel 2021 è stato eletto sindaco di Napoli. Masucci ricorda come il Propeller lo avesse invitato alla Napoli shipping week nel 2020, quando era ancora ministro dell’Università e della Ricerca, e come in quella occasione si fosse parlato ampiamente di alcuni progetti mirati alla diffusione della cultura del mare e al rafforzamento della relazione fra città e porto: Immacolatella vecchia, Magazzini generali e Molo San Vincenzo.

Il Propeller di Napoli riunisce circa 150 soci esponenti del cluster marittimo della città. È impegnato nell’organizzazione di riunioni, tavole rotonde, convegni. Fra questi è anche la Shipping week. “A fine settembre 2020 - ricorda Masucci - siamo riusciti a organizzarla in “quasi” pandemia; contiamo per la prossima del 2022 di essere liberi dalla pandemia”. La prossima sarà la quinta edizione e si svolgerà dal 26 al 30 settembre 2022. “Le Shipping week - spiega Masucci - non sono fini a sé stesse, ma servono per discutere le problematiche del settore e passare ai decisori gli aspetti importanti dello shipping e della portualità. Alla scorsa edizione abbiamo avuto l’intervento di Gaetano Manfredi, che allora era ministro dell'Università".

L’incontro era allora incentrato sul waterfront del porto di Napoli, su un tema a cui il Propeller ha contribuito: mettere in rete il cluster marittimo con Università, centri di ricerca (in particolare il Cnr) per trasformare problemi in opportunità. A contribuire a questo progetto è chiamato il nuovo sindaco di Napoli.

“I problemi riguardano in particolare la parte occidentale del waterfront, quella che va dall’Immacolatella vecchia, spettacolare costruzione settecentesca che è stata completamente restaurata con fondi europei: ora parte il collaudo, poi dovrebbe accogliere nei suoi 1.150 metri centri di eccellenza dell'Università e altro; al grande edificio dei Magazzini generali, 10mila metri quadri coperti con altezza di 7,5 metri per piano, dove noi del cluster marittimo creammo già alcuni anni fa un’associazione sul tipo di quella di Genova, un comitato per la promozione del museo del mare: c’è un progetto iniziale coniugato con l’Autorità di sistema portuale e con le Università e il Cnr. Sottolineo che all'istituto Iriss del Cnr, che ha sede a Napoli, ha una chiave più economica e è sempre stato vicino ai porti, da sette mesi ha preso la direzione generale Massimo Clemente, uno dei massimi esperti di waterfront, che è stato presidente del comitato di gestione per città metropolitana di Napoli dopo che io avevo lasciato. Siamo riusciti a mettere in rete una parte più imprenditoriale come la mia e una parte più scientifica come quella di Clemente e Cnr e speriamo di poter realizzare il museo del mare e delle migrazioni”.

Ancora oltre, all’estremità occidentale, c’è il Molo San Vincenzo: “Sono oltre 2.000 metri con la diga foranea da un lato e il molo nella parte interna, di epoca borbonica: dovrà essere aperto alla città e al porto perché c’è una parte iniziale della Marina militare che lo rende intercluso”. Anche a questo progetto hanno lavorato insieme Cnr, Università, Propeller, Friends of Molo San VIncenzo, creando un movimento positivo”.

A che punto sono questi progetti? “L’Immacolatella è finita e è da collaudare. Il progetto dei Magazzini generali è agli atti dell’Autorità di sistema, bisogna trovare i finanziamenti e creare la Fondazione. Per il Molo San Vincenzo bisogna finalizzare il tavolo ministeriale con la Marina militare, l’Autorità di sistema portuale, il Comune di Napoli, per rendere possibile l’attraversamento della parte militare e rendere fruibili questi duemila metri lineari con relativi edifici, dove dovrebbe venire anche una grande marina per super yacht”.

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