A Gioia Tauro si discute il futuro dei porti

Roma - Il presente e il futuro del sistema portuale nazionale, le sfide all’orizzonte, i fondi messi in campo dal Piano nazionale di Recupero e resilienza per rilanciare il Sud Italia, lo sviluppo infrastrutturale ferroviario necessario per connettere efficacemente il porto di Gioia Tauro al resto del Paese e avvicinarlo all’Europa. Le eccellenze del sistema portuale e il loro ruolo per lo sviluppo dell’intero Paese

Roma - Il presente e il futuro del sistema portuale nazionale, le sfide all’orizzonte, i fondi messi in campo dal Piano nazionale di Recupero e resilienza per rilanciare il Sud Italia, lo sviluppo infrastrutturale ferroviario necessario per connettere efficacemente il porto di Gioia Tauro al resto del Paese e avvicinarlo all’Europa. Le eccellenze del sistema portuale e il loro ruolo per lo sviluppo dell’intero Paese. Sono stati questi i temi approfonditi nel corso de “Il Porto incontra”, l’evento promosso da Uniport (l’associazione che rappresenta le imprese che operano in ambito portuale) a Gioia Tauro (presso il Medcenter Container Terminal, all’interno del porto). L’iniziativa svoltasi in Calabria costituisce il primo di una serie di incontri itineranti presso le Autorità di Sistema portuale volti a favorire il confronto fra operatori eparti interessate istituzionali locali e nazionali, accendendo i riflettori su un settore strategico per il nostro Paese.

All’incontro ha preso parte la vice ministra delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Teresa Bellanova, che ha risposto alle sollecitazioni e alle proposte avanzate dall’Associazione e dagli operatori presenti: “L’Italia è un Paese che ha 8.000 chilometri di costa e che al contempo manca di una cultura del mare. La cultura del mare deve essere impregnata di un confronto serio sulla portualità. In controtendenza rispetto agli altri porti italiani, in una fase critica del Paese e per il settore, a Gioia Tauro nel 2020 si è registrata una decisa crescita dei traffici. Una testimonianza di come questa sia una infrastruttura strategica, una vera ricchezza per il Paese. L’Italia non riparte se non riparte il Mezzogiorno, facendo squadra tra i vari attori della filiera. Da sole, le risorse non bastano, bisognerà mettere in campo le riforme necessarie in tempo utile, a partire dalle semplificazioni”. Tra i temi al centro del dibattito dell’evento, l’impatto del Pnrr sul settore con particolare interresse al Sud Italia e non è mancato il confronto anche sul bando Green Ports del ministero della Transizione ecologica, che ha stanziato 270 milioni di euro per le proposte progettuali nel settore dell’intermodalità e della logistica integrata, escludendo però dalla platea dei possibili beneficiari le Autorità di sistema portuale del Sud Italia.

Il saluto di benvenuto è stato dato da Antonio Davide Testi, presidente vicario di Uniport e amministratore delegato di Medcenter Container Terminal, che ha ospitato l’incontro si è detto "fiducioso in un intervento del decisore politico al fine di porre rimedio a quest’esclusione che rischia di pregiudicare la competitività dei terminalisti del Sud Italia. Tra gli obiettivi prioritari dell’associazione c’è quello di rendere oggi i porti una parte strategica e interconnessa di un sistema logistico integrato e non satelliti solitari. Lo scalo portuale deve essere visto come il fulcro di un'attività logistica che vede necessariamente interconnesse ferrovie, strade, interporti, aeroporti, magazzini, clienti finali". Il vice presidente di Uniport Pasquale Legora ha evidenziato come le imprese associate a Uniport rappresentino il 72% di quanto si movimenta nei porti italiani e ha aggiunto: “Il rilancio del Paese attraverso il PNRR passa dal Sud del Paese e dalla logistica, serve un’attenzione particolare a questo settore e occorre che tutti gli anelli della filiera ragionino in termini di sistema. Occorre quindi un dialogo più stretto tra Autorità di sistema portuale e operatori. Bisogna connettere il porto e l’Italia del Sud al resto d’Europa. Vedo molti investimenti nel settentrione del Paese, ma ancora adesso pochi sui porti del Meridione”.

E’ poi intervenuto Andrea Agostinelli, presidente dell'Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, che ha sottolineato come il porto di Gioia Tauro rappresenti un’eccellenza italiana ed europea: “Le navi più grandi del mondo passano da questo porto. In piena pandemia le maestranze del porto hanno consentito di registrare lo scorso anno, pur con tutte le difficoltà, un +26% dei traffici che si contrappone alla flessione in doppia cifra di gran parte degli altri porti. Questo hub può diventare volano di crescita per il territorio. Siamo al lavoro per rafforzare una coscienza portuale diffusa e vincere contro i pregiudizi e le mafie. Serve ancora sviluppare il retro porto e connetterlo tramite l’infrastruttura ferroviaria con gli snodi del Paese”. Sulle tematiche infrastrutturali e sulle connessioni via terra al porto è infine intervenuto Michele Volpicella, responsabile Sviluppo e commercializzazione territoriale Sud Ovest di Rete ferroviaria italiana.

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