Pettorino: “Sedici opere per far crescere il sistema portuale” / L’INTERVISTA

“Quest’estate sono maturati interessanti progetti. E’ andato al Cipe il decreto sul fondo investimenti che cuberà 400 milioni di euro, all’interno del quale ci sono anche otto opere del nostro sistema”

L'ammiraglio Giovanni Pettorino

Traffici in ripresa, 16 opere in programma per il sistema portuale e progetti per lo sviluppo dei Green ports: c’è molto da fare per Giovanni Pettorino, già comandante generale delle Capitanerie di porto italiane, oggi commissario, con poteri da presidente, dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale. Un’Authority che deve gestire un’ampia rete di porti che fa perno su Ancona e si estende su Marche e Abruzzi agli scali di Falconara, Pesaro, San Benedetto del Tronto, Ortona e Pescara.

Per Pettorino è la terza esperienza commissariale, dopo quella del 2000 a Gioia Tauro e quella fra 2015 e 2016 a Genova. “D’altra parte - racconta - quando ho cominciato la mia attività le Capitanerie amministravano anche, demanio e porti, e io stesso per il concorso di ingresso mi sono occupato di pubblica amministrazione e lavoro portuale”.

Come ha trovato il sistema portuale dal punto di vista dei traffici?
“I porti del sistema che svolgono attività commerciale, Ancona, Falconara e Ortona, hanno movimentato nei primi nove mesi dell’anno merce in crescita non soltanto rispetto al 2020, ma anche agli stessi mesi del 2019. Falconara è specializzata negli idrocarburi, poi ci sono le merci varie, ma soprattutto è significativo il traffico ro-ro, che a Ancona ha segnato un +17 per cento rispetto al 2019 (+47 per cento rispetto al 2020). Sul fronte passeggeri, registriamo una decrescita delle crociere (35mila) rispetto al 2019, anche se sono raddoppiate rispetto al 2020. Abbiamo un +90 per cento dei traghetti (600mila) per Grecia, Croazia e Albania. Il dato di Ortona è di 892 mila tonnellate movimentate, +14 per cento rispetto al 2019. A Pesaro contiamo l’arrivo di due navi da crociera”.

Quali programmi sta portando avanti l’Authority?
“Quest’estate sono maturati interessanti progetti. E’ andato al Cipe il decreto sul fondo investimenti che cuberà 400 milioni di euro, all’interno del quale ci sono anche otto opere del nostro sistema”.

Di che cosa si tratta?

“Abbiamo la deviazione del porto canale di Pescara, a Ortona la messa in ripristino di un edificio, e poi a Ancona il molo Clementino, la demolizione del molo Nord per 100 metri (importante con la nuova diga per rendere più agevole l’accesso delle navi), l’approfondimento dei fondali, in particolare della banchina 26, a San Benedetto e Pesaro le vasche di colmata, la riqualificazione e il potenziamento della banchina di Riva a Ortona (per la quale è in corso la ricerca di risorse con il ministero delle Infrastrutture). Per il molo Clementino, che ospiterà le navi da crociera, è stata già approvata la variante al piano regolatore e è in corso la Valutazione di impatto ambientale. E’ un investimento importante per la vocazione crocieristica dello scalo”.

Il sistema portuale è coinvolto nel Pnrr?
“Sì, nel fondo complementare del decreto 330. Occorrerà fare in fretta perché le opere devono essere contrattualizzate nel 2023 e 2024 e collaudate entro giugno 2026. L’investimento più significativo riguarda l’ampliamento del lungomare Nord di Ancona, dove corrono ferrovia e strada. E’ un progetto complesso che prevede la rettifica della ferrovia, il collegamento stradale con l’autostrada A14, da parte di Anas, e la copertura del terreno che andremo a colmare, da parte del Comune. L’intervento consente il rafforzamento della linea ferroviaria che interessa il porto. Con la darsena nuova la ferrovia entra in porto, ma la città soffre: l’intervento darà respiro sul fronte ferroviario e stradale. In questo modo si potrà garantire lo sviluppo economico del porto e della città. Altri interventi sono previsti con il cold ironing per i traghetti nel porto di Ancona e l’elettrificazione a Pesaro, San Benedetto, Pescara e Ortona. Recentemente a questo fine abbiamo firmato anche un protocollo di supporto tecnico con Sogesid. In totale, fra Pnrr e fondo d’investimento abbiamo in programma 16 opere. A queste si aggiungerebbero le 14 progettualità con cui partecipiamo al bando per i green port”.

Che cosa pensa della nuova legge sulla pianificazione strategica di sistema, che converte il dl 121?
“Mi è piaciuto moltissimo l’intervento sull’articolo 5, perché semplifica la pianificazione e è coerente con il Piano generale dei trasporti e con il Piano della logistica. E’ molto importante per i rapporti fra porto e città. Si tratterà poi di tradurlo nei prp, molti dei quali nel nostro sistema sono datati”.

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