Rossi: “Chiuderemo il 2021 con traffici in crescita del 20% e novemila treni. Un vero record”

“Abbiamo 700 milioni di investimenti già finanziati e sui quali abbiamo la necessità di rispettare i tempi”

Il porto di Ravenna

«I traffici del porto di Ravenna stanno vivendo un momento di forte crescita. Stiamo lavorando su diversi progetti di sviluppo per migliorare l’efficienza del nostro scalo e l’occupazione in banchina è in aumento», dice Daniele Rossi, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale.

Presidente, il 2021 verrà chiuso con numeri da record per Ravenna?
«Le previsioni ci dicono questo. Chiuderemo l’anno con una crescita media dei traffici del 20% rispetto al 2020 e del 3% sul 2019. A fine anno saranno circa 2500 le navi entrate in porto a Ravenna in dodici mesi. C’è di più: a dicembre chiuderemo l’anno con circa 9.000 treni: per Ravenna e il suo scalo è un altro risultato storico visto che gli altri anni avevamo fatto in media sempre 7.500 treni. Questo è uno dei risultati che mi rende più orgoglioso oltre al fatto che la nostra compagnia portuale ha incrementato l’organico porto e superato le cinquemila unità tra soci e dipendenti diretti che operano sui nostri moli».

Quali sono invece i principali problemi?
«Certamente quelli legati alla necessità di ottemperare rispettando tempi e modi ai nuovi interventi e progetti che riguardano il Recovery plan, motivo per cui l’intera struttura dell’Authority è in grande tensione ma allo stesso tempo tutti i progetti sui quali stiamo lavorando ci stanno permettendo di programmare uno sviluppo del porto come mai si è visto prima».

Quanti sono gli investimenti programmati?

«Parliamo di oltre 700 milioni di investimenti già tutti finanziati e sui quali, come ho già detto, abbiamo la necessità di rispettare i tempi. Tra i progetti più significati, solo per citarne alcuni, c’è quello del nuovo hub portuale di Ravenna che per la sola fase uno attualmente in esecuzione vale 250 milioni di euro mentre la fase due del progetto vale 150 milioni di euro ai quali vanno aggiunti 80 milioni di euro per i dragaggi e 65 milioni di euro destinati alle banchine che verranno messi a gara prima della fine dell’anno. Poi siamo impegnati nel progetto del cold ironig che vale 35 milioni di euro che vogliamo impiegare entro la fine del 2021».

Invece, per quanto riguarda la ferrovia?
«Anche qui abbiamo un protocollo di sviluppo già finanziato con Rfi da 85 milioni di cui 15 milioni verranno messi da parte dell’Autorità di sistema portuale. Abbiamo chiesto più treni per il sabato e la domenica perché, come ho già detto, i traffici sono in forte aumento e pure la richiesta di movimentazione di merce su ferro è in forte ascesa. Quella che stiamo affrontando è una fase molto complessa ma allo stesso tempo di grandi soddisfazioni proprio per via della grande crescita del nostro scalo».

Per Ravenna, i principali mercati di riferimento, restano sempre quelli verso Oriente?
«Aprire le nostre banchine a nuovi mercati è una delle grandi missioni che portiamo avanti ogni giorno. Credo sia necessario smettere, tra porti, di contendersi quello che già c’è ma è necessario guardare a nuove opportunità. In questo momento, in ogni caso, visto che i traffici sono in forte crescita appare più impegnativo gestire i mercati con i quali già lavoriamo».

Tra le ultime novità che riguardano il vostro scalo, c’è quella delle nuove navi Grimaldi.
«Si tratta di un’ottima notizia che testimonia quanto il nostro scalo è apprezzato anche da un importante armatore come Grimaldi. Sulla rotta Ravenna-Brindisi-Catania sono state posizionate due navi cargo di nuovissima generazione, esemplari ro-ro hybrid, che utilizzano carburante fossile durante la navigazione ed energia elettrica durante la sosta in porto, garantendo così “zero emission in port”. Le due Ro-ro sono le più grandi nel Mediterraneo, con una capacità di carico di 500 trailer, rispetto agli attuali 300/340 delle navi Eurocargo».

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