Venezia, il Comune rilancia il Canale Vittorio Emanuele

Monfalcone - Il Comune di Venezia ha rilanciato il suo progetto di adeguamento del canale Vittorio Emanuele che permetterebbe così alle navi da crociera di raggiungere l’attuale Stazione Marittima di Venezia. Questo è quanto è stato riportato sul documento unico di Programmazione (Dup) che indica gli obbiettivi dell’amministrazione comunale per i prossimi tre anni che verrà votato insieme al bilancio di previsione 2022-24 che è già stato approvato in giunta

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Il Comune di Venezia ha rilanciato il suo progetto di adeguamento del canale Vittorio Emanuele che permetterebbe così alle navi da crociera di raggiungere l’attuale Stazione Marittima di Venezia. Questo è quanto è stato riportato sul documento unico di Programmazione (Dup) che indica gli obbiettivi dell’amministrazione comunale per i prossimi tre anni che verrà votato insieme al bilancio di previsione 2022-24 che è già stato approvato in giunta. Viene così ribadita la volontà del Comune di far arrivare le navi da crociera di grandi dimensioni in un nuovo terminal crocieristico da realizzarsi a Marghera su una sponda del Canale Nord; mentre quelle medio-piccole, dopo aver percorso il Canale dei Petroli, devierebbero nel Canale Vittorio Emanuele per raggiungere l’attuale Stazione Marittima.

Quest’ultima non diventerebbe così una cattedrale nel deserto: questo infatti pare il suo destino secondo i piani governativi emersi la scorsa estate. Si tratta di un intero quartiere veneziano, uno dei terminal più moderni ed efficienti per logistica al mondo su cui si sono investiti milioni di soldi pubblici negli ultimi 20 anni. Questa idea è sempre stata un cavallo di battaglia del sindaco Luigi Brugnaro, soprattutto dopo il via libera del Comitatone del 2017 che aveva dato luce verde a questa soluzione. Nel decreto Grandi navi di agosto però non c'è alcuna citazione sul dragaggio del Canale Vittorio Emanuele. Infatti la soluzione prevista nel breve periodo sono gli approdi diffusi a Marghera, nel medio termine il nuovo terminal sul Canale Nord di Marghera, mentre per la soluzione definitiva si indica una fantomatica soluzione fuori Laguna i cui studi devono essere ancora definiti, ma si può ipotizzare già ora un salasso per le casse pubbliche sulla falsa riga del Mose.

L’operazione di adeguamento del Vittorio Emanuele dovrebbe passare al vaglio della commissione di Valutazione d’impatto ambientale del ministero dell’Ambiente. E con l’attuale maggioranza di governo pare già scontata la sua bocciatura. Ovviamente le opposizioni sono già in subbuglio, Movimento 5 Stelle in testa da sempre avversari di qualunque nuovo scavo in Laguna. Sulla stessa posizione troviamo gli ambientalisti e quelli del comitato No Grandi Navi che ritengono che qualunque lavoro possa mettere a rischio idro-geologico il delicato sistema lagunare. Questo canale venne scavato tra il 1920 e il 1925 per collegare il nascente sito industriale di Porto Marghera al canale della Giudecca e di conseguenza alla bocca di Porto di Lido-San Nicolò.

Da qui tutti i mercantili potevano raggiungere la zona industriale passando davanti a San Marco. Originariamente aveva una larghezza di 28 metri ed una profondità di 9-10. Nel corso degli anni Quaranta del secolo scorso fu allargato a 50 metri e il decennio successivo venne approfondito a -11 metri. Con lo scavo del canale dei Petroli tra il 1964 e il 1968 il Vittorio Emanuele perse gradualmente la sua valenza. Infatti la nuova via d’acqua permetteva alle navi di entrare nella Laguna attraverso la bocca di Malamocco, raggiungendo Marghera bypassando il centro storico. Nonostante ciò il canale dedicato al re soldato è stato utilizzato saltuariamente fino ai primi Anni Duemila da navi di grosso tonnellaggio, parliamo soprattutto di navi da crociera. Infatti questa era la via preferenziale dei cruise liners che uscivano dallo stabilimento Fincantieri di Venezia-Marghera e anche delle altre passeggeri in occasione del Redentore per raggiungere la stazione marittima. L’ultima nave da crociera che lo ha percorso è stata la "Costa Tropicale" che si incagliò a causa del basso fondale. Infatti a causa della scarsa manutenzione questa via d’acqua si è gradualmente interrata e in questo stato versa tutt’oggi.

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