Sticco: “Bene il Pnrr, ma ci aspettiamo che quei soldi vengano usati per nuovi progetti”

“Ai porti attualmente servono altre aree operative e offerte ferroviarie, allargamento del sistema cabotaggio, intermodalità, semplificazione della burocrazia”

L'ottava edizione del Forum dello Shipping a Genova

Qual è il suo giudizio sul Pnrr? “Non può che essere positivo, il dubbio emblematico è: sarà usato per nuovi progetti? – risponde Antonio Sticco,  amministratore unico Sticco Sped srl – E’ risaputo, per quanto riguarda il Sud, che le vecchie quote CEE sono ancora in attesa di essere impiegate in progetti già esistenti. Con il Pnrr avremo effettivamente una svolta per usufruire di infrastrutture moderne e funzionali alla pari di altri Paesi”.
Che cosa si aspetta la vostra azienda dalle opere finanziate grazie al Pnrr?
“Di poter offrire servizi nuovi che possano usufruire di interscambi di mezzi di trasporto che accorcino i tempi di consegna e portino risparmi economici”.

L’economia si sta risollevando, anche se in molti casi a fatica, dopo il crollo provocato dalla crisi sanitaria. Quando, a suo giudizio, potremo tornare ai livelli pre-Covid?
“ Dai 3 ai 5 anni, secondo la soluzione del problema Covid, poi bisognerà riorganizzare il sistema produttivo e fare scelte industriali per l’approvvigionamento”.
Quanto è stata penalizzata l’Italia dalla pandemia?
“Le statistiche ci riportano ad anni fa, i miei calcoli parlano del 30 al 40% in meno sui bilanci degli ultimi due anni, se poi mettiamo insieme tutte le problematiche riscontrate
la penalizzazione è pesante”.
Quali sono, allo stato attuale, i limiti del sistema logistico italiano?
“Ai porti attualmente servono altre aree operative e offerte ferroviarie, allargamento del sistema cabotaggio, intermodalità, semplificazione della burocrazia”.

Quanto pesa, nelle vostre scelte industriali e strategiche, il fattore sostenibilità?
“Dobbiamo prima fare le scelte poi saremo in grado di valutare costi e ricavi”.
 

©RIPRODUZIONE RISERVATA