Gli obiettivi di Psa: “Entro il 2030 taglio del 50% delle emissioni”

Casali: “Investimenti importanti, arriveremo all’impatto zero nel 2050”

Il terminal Psa di Genova sullo sfondo di un'immagine scattata dal fotografo Davide Pambianchi

“Il mio giudizio sul Pnrr è senz'altro positivo, è un'occasione unica per modernizzare e rendere più efficiente il Sistema Italia. Le risorse previste per il nostro Paese dal Dispositivo di Ripresa e Resilienza (RRF) sono pari a 191,5 mld Euro, di cui 122,6 mld in prestiti e 68,9 mld in sovvenzioni. Il tema cruciale sarà riuscire a tradurre tale enormi disponibilità in programmi concreti nei tempi previsti, attività in merito alla quale non siamo stati capaci di dare sempre buona prova in passato”. Lo dice Paolo Casali, Head of Services di Psa Genova Services.

“Non a caso tra gli obiettivi del Pnrr c'è anche quello della riforma della Pubblica Amministrazione, che da sempre è uno degli anelli deboli del nostro sistema, ed ha sempre frenato le possibilità di investimento da parte di investitori italiani e stranieri. A ciò è strettamente legata la riforma della Giustizia, anch'essa prevista fra gli obiettivi del Pnrr”.

Che cosa si aspetta la vostra azienda dalle opere finanziate grazie al Pnrr?

“Un ammodernamento importante di tutte le strutture logistiche. Sono evidenti a tutti le annose carenze della nostra rete ferroviaria e stradale, l'insufficienza di interporti terrestri collegati alla rete ferroviaria, la frammentazione della capacità portuale italiana, anche frutto di passati investimenti a pioggia nel sistema portuale, ed anche il mancato sviluppo di Zone Economiche Speciali (ZES), capaci di semplificare gli adempimenti amministrativi e di consentire agevolazioni fiscali. Sarà fondamentale definire un ordine di priorità negli investimenti da effettuare: i fondi ci sono, si tratta di usarli al meglio”.

L'economia si sta risollevando, anche se in molti casi a fatica, dopo il crollo provocato dalla crisi sanitaria. Quando, a suo giudizio, potremo tornare ai livelli pre-Covid?

“E' molto difficile dirlo, le aspettative di ripresa vengono periodicamente rettificate al ribasso dall'emergere di nuove varianti Covid e dalle conseguenti limitazioni alle attività, non solo economiche. Purtroppo il Covid ha anche colpito in maniera disomogenea i vari comparti economici, accentuando diseguaglianze e povertà diffusa. Penso che con il Covid dovremo convivere ancora a lungo, ma senz'altro miglioreranno progressivamente le contromisure in termini di prevenzione e di cure. Essendo ottimisti, potremmo pensare ad un ritorno complessivo dell'economia a livelli pre-pandemia a partire dal secondo semestre del prossimo anno”.

Quanto è stata penalizzata l'Italia dalla pandemia?

“Molto, come d'altronde la maggior parte dei Paesi. A mio avviso comunque stiamo reagendo meglio di altri, lo si può vedere sia dai più bassi tassi di contagio e di terapie intensive che dai più alti tassi di crescita dell'economia (+6,3% nel 2021 rispetto all'anno precedente, a fronte di un +5,6% dell'economia mondiale)”.

Quanto pesa, nelle vostre scelte industriali e strategiche, il fattore sostenibilità?

“E' un fattore importante. Il Gruppo Psa ha incluso fra i propri obiettivi lo sviluppo di un'attività sostenibile, con l'obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 rispetto al 2019 del 50% entro il 2030, del 75% entro il 2040 fino ad arrivare a zero emissioni nel 2050. Ciò comporta fra l'altro importanti investimenti in infrastrutture ed impianti volti a sostituire progressivamente quelli attualmente in uso. Il nostr gruppo ha recentemente prodotto e reso pubblico un Report di Sostenibilità per l'anno 2020, ed anche Psa Italy ha pubblicato un report 2020 relativo a Psa Genova Pra’ e Psa SECH, con l'obiettivo di integrare in tale report anche il terminal Vecon di Venezia a partire dal 2021”.

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