Culmv, la frattura dopo il piano di salvataggio / L'ANALISI

Genova - Nella storica corporazione dei camalli genovesi alle prese con il piano di risanamento votato a gennaio, fra impegni e sostegno, cambiano anche gli equilibri interni, con uno scontro che per la prima volta porta alle urne la corsa tra il console uscente e il suo vice

di Monica Zunino

Genova - Nella storica corporazione dei camalli genovesi alle prese con il piano di risanamento votato a gennaio, fra impegni e sostegno, cambiano anche gli equilibri interni, con uno scontro che per la prima volta porta alle urne due candidati consoli con la loro lista e a rendere la cosa ancora più singolare è che si tratta del console uscente e del suo vice. La discesa in campo ufficiale del viceconsole Silvano Ciuffardi, che punta alla guida della Culmv in alternativa ad Antonio Benvenuti, in carica dal 2009, segna una rottura. Perché le contrapposizioni e le visioni diverse non sono una novità nella lunga vita della Compagnia Unica, ma erano sempre state gestite senza clamore, per cui all’esterno usciva sempre un fronte unico compatto e se liste diverse di candidati consiglieri, e anche viceconsoli, ci sono sempre state, alla prova delle urne era sempre andato un solo console.

La corsa che si apre in vista dei tre giorni di elezioni, il 18, 19 e 20 gennaio, sembra segnare due visioni diverse fra ex alleati per un futuro che per Antonio Benvenuti deve essere più di mediazione e lavoro per consolidare la Compagnia seguendo le linee del piano concordato con l’Autorità di sistema portuale che ha permesso di metterla in sicurezza e passare questo difficile momento della pandemia e per Silvano Ciuffardi dovrebbe essere più muscolare. Dentro ci sono anche ambizioni personali, un rapporto che si era da tempo deteriorato, visto che già nel 2018 Ciuffardi sembrava pronto alla discesa in campo per la prima poltrona, ma non se ne era fatto nulla e grazie ad una mediazione era rimasto in consiglio con Benvenuti, ma evidentemente in un clima da separati in casa.

Sullo sfondo ci sarebbero anche le posizioni politiche, anche se la politica, sottolineano tutti gli osservatori che stanno seguendo dall’interno e dall’esterno la vicenda, resta fuori. Di sicuro, Benvenuti e Ciuffardi hanno stili e idee diverse: il primo è iscritto a Lotta Comunista, il secondo ha buoni rapporti con Toti (ma precisa che parla con tutti nell’interesse della Compagnia) anche se in lista avrà anche esponenti del Partito democratico. E poi c’è il fatto che la Compagnia arriva da un periodo faticoso e un po’ di malcontento fra i soci c’è: perché la messa a terra del piano di risanamento, approvato all’unanimità dal consiglio e a stragrande maggioranza dall’assemblea, a fronte del supporto finanziario dell’Autorità di sistema portuale, ha imposto regole più stringenti per la società: riduzione dei costi, controllo finanziario, penali e obblighi per i soci.

Nel periodo più difficile, come sempre, i camalli hanno serrato i ranghi. Ma adesso che si inizia a tirare il fiato - superato anche il periodo più intenso del Covid, grazie ai rimborsi per le giornate di lavoro perse e chiuso un bilancio 2020 con un piccolo utile, anche se il cammino del risanamento non è completato e deve andare avanti - le contrapposizioni riemergono. A dare sostegno allo sfidante potrebbe essere una parte del gruppo, consistente, di camalli che lavorano prevalentemente nel terminal Psa di Genova Pra’, il principale terminal container del porto, che vorrebbero un maggiore riconoscimento della professionalità e del lavoro svolto. Ma non sarebbe un avvicinamento alla posizione del terminalista che aveva spinto per arrivare ad una divisione in due compagnie, una per Sampierdarena e una per Pra’, come qualcuno sembrava temere. Lo stesso Ciuffardi ha spiegato che non intende dividere la Compagnia. Ma la sfida è appena cominciata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA