Genova, ok ai depositi chimici in porto. Via all’iter per spostarli da Multedo

Il comitato ha dato mandato all’Authority di destinare i 30 milioni di euro del Programma Straordinario (che dovevano essere impegnati entro il 15 gennaio, in base alle regole del Decreto Genova) alla ricollocazione dei depositi chimici

di Alberto Quarati

Genova – Il comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale di Genova ha approvato la delibera per lo spostamento dei depositi chimici di Superba e Carmagnani da Multedo a Ponte Somalia. Il provvedimento è passato, ma con la richiesta di approfondimenti. Oltre al voto favorevole del presidente del porto, Paolo Emilio Signorini, hanno sostenuto la delibera il rappresentante della Regione (Andrea La Mattina) e il Comune di Savona (Rino Canavese). Astenuti l’ammiraglio Sergio Liardo e il rappresentante di Comune e Città metropolitana di Genova (Giorgio Carozzi).

«A un certo momento - spiega Signorini all’uscita dal board - se si apre un’istruttoria, è necessario che questa vada avanti. Poi vedremo cosa si può fare e cosa no, faremo tutti gli approfondimenti del caso. Ma non è più possibile stare fermi per anni».

L’astensione del Comune («mi ha stupito, io spero sempre nell’unanimità» commenta Signorini) sarebbe un beau geste motivato dal fatto che - pur essendo il sindaco-commissario Marco Bucci con Signorini il principale propulsore dell’iniziativa - Comune e Capitaneria alla votazione hanno tenuto conto delle numerose istanze ancora aperte sulla ricollocazione dei depositi: dalle questioni tecniche alla contrarietà espressa da molti residenti, che proprio ieri hanno manifestato sotto le finestre di Palazzo San Giorgio.

Il comitato quindi ha dato mandato all’Authority di destinare i 30 milioni di euro del Programma Straordinario (che dovevano essere impegnati entro il 15 gennaio, in base alle regole del Decreto Genova) alla ricollocazione dei depositi chimici, e di definire gli atti demaniali, accogliendo l’istanza presentata da Superba per la loro ricollocazione a Ponte Somalia, «ribadendo - dice la nota ufficiale dell’ente - la necessità della tenuta dei livelli occupazionali e dello sviluppo dei traffici». I 30 milioni dovrsnno essere vincolati interamente interamente alla messa in sicurezza dell’impianto.

Depositi chimici a Sampierdarena, presidio a Palazzo San Giorgio

La decisione è stata presa, spiegano dall’Authority, «a valle del parere sfavorevole espresso dalla Commissione Consultiva in considerazione dell’urgenza e della strategicità dell’intervento e previo respingimento delle due istanze concorrenti».

In pratica, Palazzo San Giorgio dice ok allo spostamento, ma nella consapevolezza che i passaggi burocratici per finalizzare il progetto sono ancora parecchi, a partire dal primo, il più scontato, cioè l’approvazione dell’adeguamento tecnico funzionale della banchina (renderla cioè atta ad accogliere i prodotti chimici da stoccare nei depositi) da parte del Consiglio di Stato, senza il quale si è fermi. A seguire le riserve dell’Enac, e i possibili ricorsi.

Già ieri sera Emanuele Grimaldi, principale cliente di Ponte Somalia, spiegava che «negare l’accesso a chi muove 150 mila camion all’anno e 50 mila auto principalmente per le Isole è una cosa assolutamente scandalosa. Siamo molto delusi, questo è un torto alla città, al Paese e alla logistica, non solo al più grande armatore italiano». —

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