Crisi Funivie, c’è il bando da quattro milioni per il ripristino

Savona - Vale quasi quattro milioni di euro ed è stato pubblicato ieri il bando per il ripristino dell’impianto di Funivie. Il documento è sull’albo pretorio del Comune di Savona e arriva come il primo passo per una ripartenza che è attesa da ormai due anni

Savona - Vale quasi quattro milioni di euro ed è stato pubblicato ieri il bando per il ripristino dell’impianto di Funivie. Il documento è sull’albo pretorio del Comune di Savona e arriva come il primo passo per una ripartenza che è attesa da ormai due anni. L’impianto dei vagonetti che collega il porto di Savona con i parchi rinfuse di Bragno è fermo da novembre 2019.

Ora però il commissario per la ricostruzione, Vittorio Maugliani, ha predisposto l’iter per superare i problemi e fare viaggiare di nuovo i vagonetti attraverso varie operazioni, a partire dalla sistemazione dei versanti con opere di raccolta e canalizzazione delle acque. L’importo complessivo della progettazione esecutiva e dei lavori ammonta a quasi quattro milioni di euro: «Un passo importantissimo - commenta Simone Turcotto per la Cgil -. Il commissario ha mantenuto gli impegni. Ora resta il problema della continuità per i dipendenti, visto che l’avvio della liquidazione si tradurrà prima o poi in licenziamenti e occorre predisporre un percorso che tenga i dipendenti ancorati all’infrastruttura».

Cgil, Cisl e Uil insistono sulla necessità che il ministero delle Infrastrutture nomini anche un commissario per la gestione dell’impianto in questa fase transitoria. E proprio in questo senso va anche l’azione dei sindaci di Savona e Cairo, che hanno di nuovo scritto al ministero, sollecitando un incontro: «La lettera è la riprova che il territorio compatto sta seguendo la vicenda - spiega Marco Russo, sindaco di Savona -. Accanto alla ricostruzione dell’impianto che sta procedendo, ci sono la tutela dei dipendenti e le prospettive di rilancio dell’infrastruttura, la gestione della fase transitoria». Così il sindaco di Cairo, Paolo Lambertini: «Ci vuole un interlocutore che abbia un contatto continuo con i ministeri».

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