Gli spazi e i costi: nodi irrisolti delle alternative a Sampierdarena

Genova - Di collocazioni alternative dei depositi chimici rispetto a Sampierdarena, almeno finché è in corso l’iter attuale e indipendentemente dal suo esito, l’Autorità di sistema portuale non vuole sentire parlare: lo ha detto il presidente Paolo Emilio Signorini uscendo dal board

di Alberto Quarati

Genova - Di collocazioni alternative dei depositi chimici rispetto a Sampierdarena, almeno finché è in corso l’iter attuale e indipendentemente dal suo esito, l’Autorità di sistema portuale non vuole sentire parlare: lo ha detto il presidente Paolo Emilio Signorini uscendo dal board del 30 dicembre, lo ha ribadito ieri sul Secolo l’ammiraglio Liardo, chiedendo di poter lavorare su un’ipotesi ormai avviata. Delle sette diverse collocazioni per i depositi chimici in porto pensate negli ultimi 30 anni, tre sono quelle di cui si è discusso in ambiente portuale a ridosso del Comitato di gestione: Calata Olii Minerali, nuova diga foranea, Porto Petroli. Il primo progetto prevede la collocazione dei depositi di fronte alle Riparazioni navali, dove oggi ci sono depositi costieri funzionali alla raffineria Eni di Sannazzaro de’ Burgondi.

Benché la concessione sia stata appena rinnovata, l’Eni potrebbe lasciare l’area in vista di una riconversione della raffineria, ma i progetti (così come per l’impianto di Livorno) non sono ancora definiti, perché parte del piano di transizione energetica del gruppo tra 2030 e 2050. Inoltre, dopo le bonifiche a disposizione risulterebbero 17 mila metri quadri contro i 53 mila delle superfici occupate a Multedo e i 77 mila del progetto a Sampierdarena. Quanto alla diga, al di là dei tempi di realizzazione più lunghi, il costo a carico di Superba sarebbe superiore agli 80 milioni del progetto attuale, non proporzionato alle possibilità di investimento dell’azienda su Genova. Costi e aree saranno comunque al centro del dibattito: dalle carte della Consultiva emerge che l’Adsp ha proposto di deliberare anche sulla definizione «dell’effettiva estensione del compendio» a Ponte Somalia. L’ultima ipotesi infine era a fianco di Porto Petroli. Cura peggio del male, perché i depositi sarebbero rimasti a Multedo, 300 metri più in là di dove sono adesso, a occupare l’accesso al mare del quartiere.

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